Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

APPLE – IL MITO DEL NASDAQ COMINCIA A VACILLARE

Nel pieno della recessione da ricavi, molto evidente nelle trimestrali americane finora pubblicate, anche la regina degli smartphone rallenta. Quello che prima o poi sarebbe accaduto, un calo delle vendite, si è realizzato ieri sera con la pubblicazione dei risultati della trimestrale, il secondo dell’anno fiscale 2016 per l’azienda di Cupertino.

Sorprendono, tuttavia, la contrazione sensibile registrata nelle vendite di tutta la filiera ed il taglio delle previsioni anche per il prossimo trimestre. Il titolo ha sbandato pesantemente nel mercato serale, accelerando le perdite fino all’8%, in seguito alla conferenza stampa con il commento del CEO Tim Cook e del CFO Luca Maestri, i quali non hanno saputo mitigare con le parole lo sconforto dei numeri.

I ricavi sono scesi a 50,6 miliardi nel trimestre appena concluso, rispetto ai 58 dello scorso anno ed ai 52 previsti dagli analisti. Il calo sul 2015 è del 13% con le vendite di Iphone -16%, Ipad -19% ed Imac -12%, compensati solo dall’incremento dei servizi passati da 4,8 a 6 miliardi di dollari (+20%). Preoccupa il crollo del fatturato in Cina, passato dai 16,8 miliardi dello scorso anno ai 12,5 attuali (-26%). La prima economia asiatica rappresenta, infatti, il secondo mercato per Apple, senza la crescita del quale tutti i ritmi di espansione futura andranno ridimensionati. Anche la “view” per il prossimo trimestre è stata drasticamente rivista al ribasso con un calo dei ricavi da 47,3 miliardi ad una forchetta compresa tra i 41 ed i 43. La società continua a generare, ogni trimestre, una cassa impressionante, che ha raggiunto i 233 miliardi complessivi. Tuttavia, tenendo conto del crescente indebitamento sostenuto negli ultimi tre anni per pagare i dividendi e riacquistare le azioni proprie, non potendo rimpatriare i profitti offshore per motivi fiscali, la posizione finanziaria netta della società è praticamente invariata dalla fine del 2012 ad oggi.

apple - il mito vacilla

I detrattori e coloro che odiano Apple sprecheranno fiumi di inchiostro nei prossimi giorni per pronunciare il “de profundis” della società, scontrandosi con gli inguaribili ottimisti che confidano nel lancio del prossimo Iphone 7, previsto il prossimo autunno, per risollevare le sorti del gigante tecnologico. Proprio Wells Fargo ha previsto ieri che il nuovo telefonino venderà 80 milioni di pezzi al suo debutto, più una speranza che una certa convinzione.

Nel frattempo, la giornata di oggi lascerà il segno nei bilanci dei 168 hedge funds che detengono Apple in portafoglio e tra tutti i fans del titolo, privati ed istituzionali, comprese alcune tra le principali Banche Centrali. Queste ultime hanno considerato l’azione più sicura anche di un lingotto d’oro, mettendo invece a rischio la qualità dei propri assets. Per gli amanti delle statistiche, alla fine dello scorso anno, la Banca Centrale norvegese deteneva lo 0,87% del capitale di Apple, quella canadese lo 0,27% e la svizzera lo 0,19%, solo per citare le tre principali. Parliamo di oltre sei miliardi di capitalizzazione, non proprio bruscolini….!

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