Monday 11th December 2017,
Pinguinoeconomico

ARGENTO – PRONTO PER UN NUOVO ALLUNGO

L’andamento dei due metalli nobili, oro ed argento, si muove in modo molto erratico e segue, più frequentemente, logiche diverse da quelle delle altre materie prime.

In molte circostanze, oro ed argento ricoprono la funzione di beni rifugio in momenti di instabilità economica o forte turbolenza sui mercati, mentre mantengono il loro “trade-off” nei confronti del biglietto verde, al pari del petrolio e del rame, nel senso che tendono ad indebolirsi quando il dollaro si rafforza.

Negli ultimi sei anni, dal raggiungimento dei rispettivi record storici per entrambi i metalli dal 2011 al 2017, l’argento ha nel complesso sotto “performato” rispetto al metallo giallo.

Il rapporto tra i due metalli ha raggiunto una forbice di oltre settanta dollari di argento per ogni oncia d’oro, rispetto ad una media storica poco superiore ai cinquanta.

ARGENTO 1

L’argento ha registrato un lento e costante rimbalzo dai minimi di dicembre 2016, intorno ai 15,5 dollari l’oncia ed ha continuato invece a sovra “performare” rispetto all’oro.

Il rally ha raggiunto le nove settimane consecutive di rialzo e si è, al momento, fermato in un intervallo molto stretto tra i $17,73 ai $18,14, livello bucato in chiusura della scorsa ottava con prezzo finale a $18,4.

Alcuni analisti sono sorpresi dalla bassa volatilità del metallo negli ultimi periodi scesa al 12%, mai così bassa dal settembre 2014, che giustifica l’ascesa piuttosto lenta per il metallo prezioso meno nobile abituato a movimenti, al contrario, molto più burrascosi.

Da inizio anno, l’apprezzamento delle quotazioni si attesta all’8,1%, la metà rispetto al 15,4% del metallo giallo.

Rispetto alle oscillazioni precedenti, l’argento si sta muovendo molto lentamente e potrebbe essere pronto per un ulteriore allungo, anche piuttosto violento, dopo aver scontato un periodo di iper comprato.

Il rafforzamento del dollaro nel primo periodo  successivo all’elezione di Donald Trump ha inizialmente indebolito l’argento, che tuttavia successivamente ha beneficiato delle incertezze politiche internazionali ed in particolare in Europa.

Il movimento di rialzo potrebbe essere solo iniziato se si considera che la volatilità storica mensile del metallo è intorno al 32%, livello oggi assai lontano e che illustra l’eccessiva tranquillità del metallo nelle ultime sedute.

ARGENTO 2

L’elevata volatilità dell’argento

Questo metallo tende a muoversi in maniera anomala rispetto alle principali materie prime. Ecco solo gli esempi più evidenti.

Nell’agosto 2013, in sole tre settimane, il metallo passò da $19,10 a $25.12. Dal 3 al 17 febbraio 2014, l’argento balza da $19.06 a $21.98. Nel giugno 2016, dal 6 fino alla fine del mese l’ascesa fu da $16,24 a $20 per oncia.

La stessa volatilità si conferma anche nei periodi di correzione con discese superiori al dieci per cento in sole due settimane come nel settembre dello scorso anno quando la quotazione crollò da $19.77 a $17.11.

ARGENTO 3

Infine, per giustificare il rally presente e futuro dell’argento si fa riferimento anche ai movimenti del rame, che risultano positivamente correlati con il metallo prezioso.

Il metallo rosso è in rialzo da agosto, in scia ad acquisti significativi da parte della Cina prima ed alle aspettative successive per una stagione di imponenti lavori pubblici negli Stati Uniti sotto la presidenza Trump. Rotta la resistenza a $2,30 la tonnellata, il rame è salito fino a $2,80 per scambiare ora intorno ai $2,70.

Un buon auspicio anche per le quotazioni dell’argento.

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