Saturday 23rd February 2019,
Pinguinoeconomico

CANADA e AUSTRALIA – DAL “BOOM” DELLE MATERIE PRIME ALLO SCOPPIO DELLA “BOLLA” IMMOBILIARE

Due Paesi di etnia anglofona agli estremi del pianeta e scarsamente popolati rispetto alla vastità del territorio, anche a causa delle condizioni atmosferiche spesso avverse, sono tuttavia accomunati  dalla ricchezza di materie prime del sottosuolo.

Entrambi gli Stati sono cresciuti in maniera considerevole, sfruttando il boom delle commodities dell’ultimo decennio ed in virtù del quale i rispettivi sistemi bancari locali hanno finanziato, grazie ai tassi bassi, una corsa delle quotazioni degli immobili, che sembrano ora arrivate a livelli insostenibili e hanno già cominciato a flettere ad entrambe le latitudini già da diversi mesi.

Nell’ultimo decennio, il Canada ha sofferto solo alcuni trimestri di crescita piatta senza mai, tuttavia, entrare in recessione tecnica. Al contrario, il continente oceanico gode di una crescita ininterrotta dal 1991 ed è stata l’unica economia occidentale a non entrare in recessione nemmeno durante la pesante crisi finanziaria alla fine dello scorso decennio.

 

LA CRISI DELLE MATERIE PRIME

La diminuzione della crescita cinese ha avuto un impatto significativo sia sulla domanda che sui prezzi delle principali materie prime: il Canada ha sofferto in particolare la caduta del prezzo del petrolio, mentre l’Australia ha visto una riduzione del proprio export dal 22% al 15% in virtù del calo della domanda di carbone.

La discesa di prezzi e domanda delle materie prime, in essere da almeno un triennio, non è un fenomeno destinato a diminuire, ma anzi ad accentuarsi a causa della temuta e reale contrazione della crescita cinese, che si è praticamente quasi dimezzata nell’ultimo decennio.

 

LA BOLLA IMMOBILIARE

Anche questi Paesi, come la gran parte delle economie occidentali, hanno usufruito di un periodo lunghissimo di tassi di interesse molto contenuti, tuttora ai minimi storici, che hanno finanziato una crescita immobiliare senza precedenti.

In Canada, il settore delle costruzioni ha raggiunto dimensioni, in termini economici, simili a quelli degli Stati Uniti o della Spagna prima dello scoppio della bolla immobiliare alla fine del decennio precedente e che hanno poi provocato la peggiore recessione planetaria dal 1929.

I prezzi degli immobili nelle più famose città di entrambi gli Stati, da Toronto a Sidney da Vancouver a Perth, hanno raggiunto quotazioni ormai insostenibili, rispetto alla crescita del reddito disponibile.

La sfrenata crescita del settore è stata finanziata in entrambi i Paesi, come in passato in altri simili contesti, da un sistema bancario compiacente che ha contribuito con mutui generosi a tassi molto favorevoli a far lievitare le quotazioni.

In aggiunta, i capitali stranieri in gran parte orientali e cinesi hanno fatto da ulteriore volano ed entrambi i governi canadesi ed australiani sono dovuti correre ai ripari, ponendo dei limiti molto restrittivi agli investimenti immobiliari esteri.

 

I RISCHI ATTUALI

I primi segnali del surriscaldamento del settore immobiliare sono evidenti nella decisa diminuzione del numero delle transazioni in entrambi i Paesi.

In Australia le vendite sono diminuite del 14,9% nell’ultimo trimestre dello scorso anno, rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre le nuove abitazioni costruite sono scese a dicembre a 4.622 unità, al di sotto del record negativo di agosto di 4.769 ed al livello minimo dal 2001.

La motivazione di un tale rallentamento non è imputabile alla risalita dei tassi di interesse che si trovano ancora ai minimi storici, ma alla insostenibilità delle quotazioni ed alla riduzione dell’ingegneria finanziaria. A tal proposito il numero dei mutui nei quali si pagano per diversi anni solo interessi è diminuito dal 45,8% del totale al 16,1% in soli tre anni dal 2015 al 2018.

In aggiunta, il numero di nuovi mutui a dicembre è diminuito del 18% sull’anno precedente e del 35% dal picco del 2015, mentre a Sidney i prezzi sono calati anche oltre il 10%.

Ancora più preoccupante la situazione del mercato immobiliare canadese, che ha iniziato a contrarsi, invece, da almeno un biennio.

I prezzi sono scesi nel 2018 del 4%, come dal seguente grafico.

Si tratta del primo calo dal 2008 (-0,7%) e del più marcato da quando è iniziata la rilevazione.

Anche le compravendite hanno subito una contrazione sensibile pari all’undici per cento rispetto al 2017 e per il secondo anno consecutivo.

Il timore è che i prezzi possano ulteriormente scendere in particolare nei distretti di Toronto e Vancouver, nei quali sono state estese le restrizioni per l’acquisto da parte degli stranieri. Prima dell’introduzione della nuova imposta i prezzi immobiliari a Vancouver erano cresciuti del 30% in un solo anno tra il 2015 ed il 2016.

 

LE PROSPETTIVE

Sia i governi che le Banche Centrali di entrambi i Paesi sono consapevoli, e già da alcuni anni, dei rischi di uno scoppio della bolla immobiliare, associato ad una frenata delle esportazioni delle materie prime e temono l’impatto sui rispettivi sistemi bancari domestici, molto esposti verso il settore delle costruzioni.

Nel contempo, non stanno utilizzando l’unica arma disponibile – quella del rialzo dei tassi di interesse – per rallentare la corsa sfrenata delle quotazioni se non in misura modesta:  in Canada, ad esempio, il  tasso ufficiale di sconto è risalito solo all’uno per cento.

In aggiunta, proprio in Canada la caduta dei prezzi delle materie prime, che avevano contribuito in precedenza all’espansione immobiliare, ha provocato una riduzione cospicua delle buste paga  sia nel settore minerario che in quello estrattivo. .

In questo contesto, sia le banche australiane che quelle canadesi, quasi tutte immuni nell’ultima grave crisi finanziaria, rischiano di essere coinvolte nella spirale economica ribassista.

Al contrario, alcuni titoli minerari potrebbero iniziare a diventare interessanti ed in particolare quelli concentrati nell’estrazione dei metalli preziosi, oro ed argento, tradizionali beni rifugio in periodi incertezza e minore crescita economica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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