Tuesday 27th October 2020,
Pinguinoeconomico

FED e BCE – UNA PALLOTTOLA SPUNTATA

L’intervento ieri di entrambe le Banche Centrali non è stato sufficiente a tranquillizzare i mercati finanziari che hanno continuato la loro feroce corsa al ribasso mettendo a segno la più pesante seduta di sempre a livello mondiale con i listini europei che hanno perso oltre il dieci per cento con l’eccezione dell’Italia la cui perdita ha sfiorato il -17%.

Giornata da dimenticare anche per Wall Street dove i tre indici principali hanno lasciato sul terreno il 10%

 

In sintesi

La Bce ha lievemente rafforzato il suo livello di sostegno al suo sistema finanziario e bancario attraverso un lieve aumento del Quantitative Easing ed un rinnovo dei LTRO a favore degli istituti di credito europei.

La Fed, al contrario, ha effettuato un pronti contro termine a sorpresa di mezzo trilione di dollari annunciando la disponibilità di aggiungere un altro trilione, sin dai prossimi giorni.

 

Cosa non ha funzionato

Per quanto riguarda la Bce, l’atteggiamento della Lagarde è sembrato troppo attendista in un momento nel quale è divampato un grosso incendio e ci si aspettava, invece, una capacità di comunicazione ed una potenza di fuoco molto più significativa per spegnerlo o quantomeno contenerlo.

Il mercato si aspettava anche un taglio dei tassi di almeno dieci punti base che non è arrivato, ma soprattutto la conferma del “whatever it takes” di Draghi da parte dell’Istituto di Francoforte.

Interrogata sull’argomento la Lagarde non è sembrata favorevole a  fare di nuovo il salvatore del Vecchio Continente lasciando il campo alle politiche fiscali dei singoli governi, ma questo atteggiamento ha spinto il mercato dal panico alla disperazione, o viceversa.

La Fed è intervenuta, invece, ancora a sorpresa per sopperire alla scarsa liquidità sopravvenuta nelle giornate precedenti sul mercato del credito, non solo nelle emissioni corporate e high yield ma anche sui Tresuaries. Dopo un primo rimbalzo, durato un paio di ore, gli indici si sono di nuovo inabissati chiudendo sui minimi intraday.

 

Le prossime mosse

Aspettando la Banca del Giappone e la Fed la prossima settimana, i mercati azionari saranno più attenti al bollettino sanitario nella speranza che altri Paesi non siano costretti a seguire la linea molto conservativa dell’Italia ed in particolare gli Stati Uniti.

La Fed mercoledì potrebbe abbassare i tassi anche di 100 punti base portandoli allo 0,25%, un livello ormai prossimo allo zero e pronta per spingerli quanto prima anch’essa in territorio negativo.

Qualora la Banca Centrale americana fosse costretta ad intervenire prima della scadenza del 18 marzo sarebbe un altro segnale molto allarmante per i marcati.

 

Wall Street ed i listini europei

E’ preoccupante l’incapacità di reazione dei listini mondiali che temono una recessione mondiale con pesanti ricadute sia occupazionali che sui profitti aziendali.

L’Europa non riesce a rimbalzare malgrado gli indici abbiano perso in qualche caso anche fino al 40% in sole tre settimane.

Wall Street, per conto suo, punta probabilmente a ritoccare i minimi del dicembre 2018 a quota 2.300 punti per lo S&P500, l’ultimo vero supporto che rimane prima di un ulteriore affondo verso l’area 2.000-2.100

 

Come possono ancora intervenire le Banche Centrali

Le autorità monetarie si trovano ora nel mezzo di due grossi incendi: quello finanziario, già sperimentato nel 2008, e quello economico che è un fronte nuovo e del tutto inesplorato.

Rispetto al 2008 hanno sparato ormai quasi tutte le cartucce e stanno anche perdendo la credibilità che si erano costruite nell’ultimo decennio.

Sul fronte finanziario non rimane loro che evitare che il sistema bancario collassi in seguito ai futuri default di diverse società già dai prossimi mesi, mentre su quello economico dovranno permettere che i governi eccedano in politiche di sostegno e spesa pubblica aumentando debiti e deficit per evitare il rischio di una catastrofe.

In questo contesto assai complicato il destino dei mercati azionari non sarà più la principale priorità, come oramai abbiamo già intuito.

A tal proposito, è presumibile che la Fed annunci molto presto che inizierà a comprare Etf sul mercato azionario seguendo l’esempio della collega nipponica e vedremo quale sarà l’impatto emotivo sugli investitori, già molto provati dai recenti crolli.

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