Saturday 07th December 2019,
Pinguinoeconomico

FED e TRADE WAR – COSA E’ CAMBIATO IN POCHE ORE

L’ennesima prova di forza di Wall Street (quasi un +4%) e delle altre principali Borse europee nelle ultime due sedute della scorsa ottava lascia pensare a qualche cambiamento positivo nelle strategie finanziarie e geo politiche americane.

In realtà, alcuni importanti eventi si sono realmente verificati ed hanno avuto un impatto immediato sul mercato azionario. Analizziamo di seguito cosa sia accaduto e l’impatto sul ciclo economico e soprattutto sul futuro andamento dei mercati finanziari, in particolare americani, nelle prossime settimane:

  • l’accordo USA – Cina sui dazi
  • il nuovo QE della Federal Reserve
  • la nuova stagione delle trimestrali societarie che partirà questa settimana.

L’aspettativa per una tregua commerciale tra le due super potenze era già nell’aria da giorni. Trump, attraverso i suoi frequenti Tweet, l’aveva già ampiamente anticipata a metà settimana e tale possibilità  è risultata il principale catalizzatore per il mercato, che si è molto avvicinato ai massimi storici di settembre.

L’accordo raggiunto, ma non ancora formalizzato, è stato definito come la fase uno e consiste in un armistizio in attesa di un accordo più soddisfacente e completo per entrambe le parti che dovrebbe essere formalizzato entro l’anno.

Più significativo è stato, invece, l’intervento della Fed la quale, forse un po’ anticipatamente come tempistica, ha dichiarato che inizierà da questa settimana un nuovo Quantitative Easing – ed assai consistente – per un importo di 60 miliardi di dollari mensile. L’operazione non è ancora stata denominata quale QE4, ma ne ha tutte le sembianze.

Infine, la stagione di trimestrali che si annuncia come una delle più complicate degli ultimi anni, con centinaia di revisioni al ribasso delle stime di utili e di fatturati già annunciati da molte aziende.

 

WALL STREET ED IL NUOVO SCENARIO

 Con la sola certezza dell’infinito sostegno da parte della Fed ed in presenza di un accordo ancora nebuloso per il miglioramento delle relazioni cino-americane, Wall Street continua a vivere ai piani alti, cullandosi sulla volontà più o meno esplicita della Fed e di Trump di intervenire in sua difesa, ad ogni tentativo di correzione delle quotazioni.

Tale atteggiamento ha compensato, lungo tutto il corso del corrente anno, l’indebolimento dei fondamentali macro economici, sia domestici che soprattutto mondiali.

Il mercato americano sembra pronto per un attacco ai nuovi massimi, con obiettivo dello S&P500 fissato a quota 3.300 punti.

Tuttavia, sebbene Wall Street veleggi su livelli assai elevati, il progresso rispetto all’ottobre scorso è solo di un modesto punto percentuale per lo S&P500, nonostante la Fed abbia completamente cambiato il suo atteggiamento di politica monetaria da restrittivo a nuovamente molto espansivo.

Il mercato sembra comunque molto sensibile e tuttora assai dipendente dalle manovre e dalla volontà della Banca Centrale americana, il cui principale obiettivo sembra quello di assecondare Trump nel mantenere le valutazioni degli assets finanziari, perlomeno sugli attuali livelli.

Al momento sembra che la Fed sia perfettamente riuscita a sterilizzare i pochissimi tentativi di correzione delle quotazioni nel corrente anno, tutti miseramente abortiti, e che il deterioramento dell’economia, la crescita dei debiti ed alcuni segnali di indebolimento del mercato del lavoro non siano in grado di scalfire la forte vena rialzista dell’ultimo decennio.

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