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IL DEBITO NON ESISTE ?

Pinguinoeconomico 21 maggio 2015 Economia Nessun commento su IL DEBITO NON ESISTE ?

Debito o non debito, poco o tanto, buono o cattivo, pericoloso od innocuo? Questo è il dilemma ricorrente. Non c’è bisogno, pertanto, che si scomodi McKinsey, società con un elevato conflitto di interessi in materia, per tornare periodicamente sull’argomento. E’ arcinoto che abbiamo esagerato. Un grave campanello di allarme si è acceso nel 2008, ma è rimasto inascoltato. Da allora i debiti sono ulteriormente aumentati e le Banche Centrali sono intervenute massicciamente in una operazione senza precedenti e dal nome ormai conosciuto anche dal nostro parrucchiere: il “quantitave easing”. $13 trilioni di nuova carta moneta stampata non sono stati ancora sufficienti a sostenere una ripresa duratura. In aggiunta, invece, tutti i debiti (governativi, societari e privati) sono complessivamente aumentati, dallo scoppio della crisi (2008) in avanti, grazie anche alla decisione di ridurre i tassi a zero, che invoglia ad indebitarsi e ad assumere un rischio più elevato per ripagare l’investimento sostenuto.

Inspiegabilmente, l’immissione di nuovo denaro nel circuito economico non ha peraltro creato una ripresa dell’inflazione voluta, ma anche temuta, visti i precedenti di Ungheria e Germania nel secolo scorso, per citare gli esempi più vicini geograficamente a noi. L’inflazione si è creata, non tanto per la maggiore diffusione del dollaro come moneta principale di scambio mondiale, ma principalmente perché il “quantitative easing” ha tradito da subito la sua missione. Invece di immettere la liquidità nel sistema economico, trilioni di dollari sono stati invece trasferiti nel circuito finanziario, creando gigantesche bolle in diverse attività di rischio: azioni, obbligazioni, materie prime ed immobiliare. Alcune di queste sono già scoppiate (materie prime), mentre altre hanno palesato preoccupanti segnali di surriscaldamento, come i bond ed il real estate.

Quando sento affermare che il debito si può cancellare con una riga, sorrido. Tornando alla base della piramide (banche e governi vs. privati ed aziende) faccio solo un’unica riflessione. Per quale motivo la Grecia non è stata fatta fallire nel 2010, mentre ora davanti all’ormai probabile prossima insolvenza, la paura sembra molto più attenuata? Semplice, un default greco, cinque anni fa, avrebbe messo a grave rischio il sistema finanziario franco-tedesco con gravi ripercussioni sulla stabilità mondiale, mentre ora il debito è detenuto delle Banche Centrali e dagli organismi sovranazionali per il 90% e pertanto da una scatola vuota. E’ come portare il debito da una società operativa alla holding che la detiene, una operazione di “maquillage”, ma che non cancella la sottostante obbligazione.

Ora si stima che i debiti privati e societari, a livello planetario, abbiano raggiunto l’astronomica cifra di $96 trilioni ai quali si aggiungono almeno altri $70 di debiti pubblici (forse sono anche $100), dei quali quasi la metà ($30) detenuti da soli tre Paesi: USA, Giappone ed Italia.

La Grecia continua quotidianamente a dimostrare che, malgrado i tassi bassi e le politiche di austerità, è ancora in deficit e non solo non è in grado di ripagare il debito, ma ne continua ad accumulare di nuovo.

E’ evidente che sarà necessario tagliare di nuovo il suo debito con un sacrificio per i creditori (banche, Stati, cittadini, etc.), oppure il Paese dichiarerà presto bancarotta. Non sarebbe la prima né l’ ultima volta a livello mondiale. Altri Paesi in passato hanno fatto default sul debito, ma l’economia globale ha contenuto l’effetto contagio anche perché in migliori condizioni, sia economiche (crescita) che finanziarie (meno debiti). Inoltre, la finanza mondiale non ha fatto tesoro degli errori (tanti) che hanno provocato la crisi del 2008 e la grave recessione economica che ne segui, ma anzi ha continuato imperterrita,  sentendosi invincibile perché protetta dal paracadute delle Banche Centrali, a festeggiare mentre il Titanic aveva già speronato l’iceberg.

Ora di colpo, invece, con la globalizzazione finanziaria, ci riscopriamo assai nudi e molto vulnerabili di fronte ad una prossima crisi perché ci rendiamo conto che abbiamo finito le munizioni sia per prevenirla che per combatterla.

I numeri sono impressionanti e forse sarebbe opportuno non conoscerli per vivere più serenamente. Ogni persona sul pianeta sostiene un debito di $28,000, bambini inclusi e neanche il Pil mondiale di un anno sarebbe sufficiente a restituire tutto il debito esistente. Quello che preoccupa non è infatti solo lo stock del debito, ma la velocità di crescita. Secondo la stessa analisi di McKinsey, il debito totale è salito dai $142 trilioni di fine 2007 ai $199 a fine 2014. In sette anni, peraltro di pesante crisi, un incremento di quasi il +50% ed un livello mai raggiunto in precedenza che testimonia quanto l’attuale situazione sia ancora molto pericolosa.

il DEBITO ESISTE

A livello pro capite, è vero che la popolazione mondiale è aumentata di circa 1 miliardo di persone nello stesso periodo, ma se consideriamo che oltre il 40% della popolazione planetaria (3 miliardi circa) vive con $2 al giorno, il peso del debito – vecchio e nuovo – ricade esclusivamente solo sui redditi più alti che sono stati costretti da politiche fiscali aggressive (austerità) a cercare, invano di ridurre lo stock del debito mondiale.

Chi è il maggior responsabile di questa orgia di debito? Stati uniti e Cina in primis, anche se c’è spazio per tutti in questo triste primato. Gli Usa hanno raddoppiato il debito pubblico da 9 a 18 trilioni di dollari, mentre la Spagna l’ha triplicato passando da 330 miliardi di euro a 1 trilione. Non potendo contenerlo, in quanto nessun Paese (solo la Germania ci è molto vicina) ha raggiunto il pareggio di bilancio, le Banche Centrali hanno cercato di ridurre ai minimi termini il costo di rifinanziamento degli enormi debiti, convinti di risolvere il problema, mentre in realtà l’hanno solo posticipato. La follia però non si ferma solo alle economie sviluppate, ma si espande anche alla maggior parte dei Paesi emergenti. In Cina, il debito privato è addirittura quadruplicato in 7 anni, passando da $7 a $28 trilioni.. Alla follia ed all’ingordigia umana non c’è purtroppo mai limite.

 

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