Wednesday 21st October 2020,
Pinguinoeconomico

IL PANICO DEL VIRUS SI ABBATTE SUI MERCATI

Il pesante sell-off registrato settimana scorsa sui mercati azionai, indistintamente su tutte le assets class ad eccezione dei bond, ha riportato alla luce precedenti epocali ribassi ed in particolare quello successivo il fallimento di Lehman Brother nel 2008 o all’attentato delle torri gemelle nel 2001.

La psicosi degli investitori è in questi momenti una sola: liberarsi velocemente di titoli che potrebbero continuare a scendere e che successivamente si potranno ricomprare a prezzi più convenienti.

 

LA VIOLENZA DEL RIBASSO

Wall Street ha perso, in una sola settimana, in media l’11,5% tra i tre suoi indici principali con punte di -12,5% per il Dow Jones e del -10,5% per il Nasdaq, con in mezzo lo S&P500 (-11,5%).

La dimensione del ribasso è stata accentuata da volumi impressionanti superiori fino a 17 volte rispetto alla media delle sedute precedenti.

In una settimana la capitalizzazione delle Borse mondiali è diminuita di 5,3 trilioni di dollari, una cifra considerevole.

Hanno venduto tutti, indistintamente, dai day-trader ai fondi istituzionali, fino agli ETF spiazzati dalla violenza del movimento.

Nel giro di una settimana il mercato azionario si è spostato da un eccesso di iper comprato ad una situazione di pesante iper venduto.

Nessuna pietà anche per le materie prime vendute a piene mani senza distinzione, compresi i metalli preziosi che sono stati alienati pesantemente per fare cassa e rientrare nei margini a garanzia delle operazioni a leva.

 

IL LUNGO WEEKEND

Tecnicamente il mercato è pronto anche per un rimbalzo. Il Nasdaq ha tenuto con i denti venerdì la media mobile a 200 giorni, reagendo ogni qual volta è sceso al di sotto durante l’ultima seduta.

Poco prima della fine delle contrattazioni Powell ha parlato cercando di rassicurare gli investitori e gli indici hanno proseguito il rimbalzo in after hours con il futures sul listino tecnologico in salita di due punti percentuali.

Tuttavia sabato mattina è uscito il dato PMI manifatturiero cinese di febbraio a 35,7 punti rispetto ad una previsione di 45, minimo anche rispetto alla lettura del 2009 a quota 38,5.

Il dato sui servizi è ancora peggiore, appena al di sotto di quota 30 punti.

In aggiunta in serata negli Stati Uniti è stato comunicata la prima morte accertata da coronavirus nello Stato nord occidentale di Washington il quale ha subito dichiarato lo stato di emergenza. Altri casi sono stati accertati in altre zone del Paese ed in alcuni di essi si è già scatenata la caccia all’acquisto nel supermercato.

Domenica i mercati del Medio Oriente sono stati ancora colpiti da pesanti vendite, si spera più condizionati dalla precedente settimana che dalle nuove notizie uscite nel weekend.

 

QUANDO RIENTRARE SUI MERCATI AZIONARI

Precedenti sell-off di tale entità ed intensità hanno dimostrato che il mercato ha bisogno di settimane o anche diversi mesi per leccarsi le ferite. Questa volta potrebbe essere diverso nel caso ci fosse un intervento coordinato delle Banche Centrali, ma l’impatto potrebbe avere un effetto positivo solo di brevissimo periodo.

Nelle prossime settimane i mercati azionari torneranno a valutare i fondamentali, perlomeno in misura più seria ed attenta rispetto agli anni precedenti.

Le aziende inizieranno a dare successivi profit warning anche in misura massiccia sperando che non siano costrette a ridurre anche gli organici.

Le società quotate ridurranno di conseguenza anche la quantità dei buybacks sia per una questione economica, ma anche etica non potendo destinare risorse alla finanza quando le aziende invece soffrono e devono essere sostenute.

Il mercato potrebbe di conseguenza trovare un punto di appoggio più basso rispetto alla chiusura di venerdì che peraltro è ancora superiore a quella dei minimi di agosto.

Un altro fattore da valutare è che molti attori sul mercato non hanno mai sperimentato un bear market o vendite così pesanti e di conseguenza sono molto spaventati e potrebbero continuare a vendere.

Infine molto dipenderà dall’aspetto emotivo. Qualora il virus dovesse diffondersi seriamente anche negli Stati Uniti, l’impatto sia psicologico che economico potrebbe essere negativo anche per i mercati che hanno finora minimizzato le conseguenze per poi essere presi bruscamente in contropiede.

Se si pensa che l’impatto negativo del virus possa azzerarsi entro l’estate allora si può già comprare lo S&P500 anche a 2.900 punti.

Il rimbalzo è iniziato già dalla mattinata in Asia ed ha preso forza anche in Europa anche se a macchia di leopardo. Molti dipenderà dall’apertura di Wall Street i cui futures, sebbene positivi, sono già oscillati in poche ore da guadagni di pochi decimi di punto fino a due punti percentuali per poi di nuovo azzerarsi.

Diversamente, meglio aspettare ad entrare in quanto l’indice potrebbe anche perdere un altro 10-15% fino in area 2.400-500 punti, ovviamente non in una sola settimana, e creare una solida base di ingresso mantenendo ancora inalterato il trend rialzista di lungo periodo.

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