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Pinguinoeconomico

LA CRISI SPAGNOLA IN QUATTRO GRAFICI

Pinguinoeconomico 12 dicembre 2013 Dietro le quinte Nessun commento
SPAGNA

La recente revisione al rialzo delle prospettive del Paese iberico da parte delle agenzie di rating, Moody’s il 5 dicembre e S&Poor’s il 22 novembre, sembra assai prematura se analizziamo tre indicatori macroeconomici non del tutto  trascurabili: disoccupazione, sofferenze bancarie, prezzi e transazioni  immobiliari.

La disoccupazione rimane la seconda nella UE, dopo la Grecia, ed ha ripreso lievemente a salire ad ottobre, dopo la pausa estiva con le assunzioni stagionali. Non sono sorpreso dall’attuale livello del tasso di disoccupazione oltre il 26%, frutto dello scoppio di una delle più gigantesche bolle immobiliari, ma dalle previsioni recenti del Fondo Monetario Internazionale che ha dichiarato che la Spagna non scenderà sotto il 25% fino al 2018, anche dopo la recente uscita nel terzo trimestre dalla recessione tecnica (due trimestri consecutivi di crescita negativa). Stiamo parlando della quarta economia europea, un Paese con 47mln di abitanti ed in calo demografico dal 2012 per l’emigrazione verso economie più brillanti. In aggiunta la disoccupazione giovanile supera il 55% e nel Paese ci sono 8,1mln di pensionati con solo 16,3mln di persone occupate.

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Secondo l’istituto di statistica iberica il reddito medio private è sceso a 23.123 euro dai 25.556 del 2008 con un calo di circa il 9%. Secondo Eurostat il rischio di povertà, uno dei parametri utilizzati per calcolare la qualità di vita di una nazione, raggiunge il 22,2%

Le sofferenze bancarie (prestiti inesigibili) continuano mensilmente a registrare nuovi massimi storici e molte sono ancora nascoste nelle pieghe dei bilanci bancari che non possono spesarle tutte in quanto azzererebbero i loro già traballanti parametri patrimoniali.

SPAGNA - 1

I mutui in sofferenza raggiungono infatti solo il 5,2 di tutti i finanziamenti, un livello ancora molto contenuto anche se in forte accelerazione rispetto al 3,2% dello scorso anno. Il fardello delle sofferenze bancarie continuerà ad incidere negativamente sulla crescita del Paese negli anni futuri.

Le banche rimarranno ancora sotto pressione a lungo. Solo 15.000 nuovi finanziamenti ipotecari sono stati erogati a settembre rispetto ai 129.000 dello stesso mese del 2005.

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I prezzi delle abitazioni private sono scesi del 28% dal valore massimo secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, mentre S&Poor’s afferma che nel 2014 le valutazioni si decurteranno di un ulteriore 13%.

Quindi il rimbalzino visto a settembre nella regione della capitale Madrid e nelle Baleari è effimero ed anzi porterà ad un allungamento dei tempi delle transazioni.

Se analizziamo i dati di ottobre si ritorna infatti nella disperazione totale con una caduta delle transazioni delle case esistenti del -10% sul mese precedente, per il sesto mese consecutivo, a 22.770 compravendite, la cifra più modesta da marzo ed una delle più basse in assoluto.

Ancora più negativo il dato sugli appartamenti nuovi che crollano del 17,6%.

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Nessuna conferma quindi che i prezzi abbiano toccato il fondo e l’ottimismo del Governo e delle società di valutazione internazionali sulla ripresa economica del Paese è ancora del tutto ingiustificato.

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