Saturday 07th December 2019,
Pinguinoeconomico

LA FED COSTRETTA  A TAGLIARE I TASSI DI INTERESSE

C’è molto attesa per l’esito della riunione di questa sera della Federal Reserve, che dovrebbe assecondare le richieste dei mercati finanziari e del presidente Trump di ampliare ulteriormente la liquidità sui mercati finanziari per sostenere la crescita economica, che si sta indebolendo anche negli Stati Uniti.

Il cambiamento di politica monetaria da parte dell’autorità monetaria statunitense è stato radicale, a parole da inizio anno e nei fatti dall’inizio del secondo semestre. Negli ultimi mesi, infatti, la Fed ha ridotto i tassi di interesse in due occasioni (luglio e settembre), ma soprattutto ha riattivato il Quantitative Easing da metà ottobre, iniziando a comprare titoli per 60 miliardi di dollari al mese.

In aggiunta, dal 23 settembre ha iniziato una serie di operazioni di finanziamento interbancario (repo) per sopperire alla carenza di liquidità tra i diversi Istituti di credito. Queste operazioni sono diventate sempre più frequenti e sono state ampiamente sottoscritte, in particolare dalle banche di piccole dimensioni, che non hanno trovato credito presso le loro controparti di dimensioni più consistenti.

Il rallentamento globalizzato e sincronizzato dell’economia mondiale, che quest’anno crescerà ai ritmi più bassi dall’ultima grave crisi finanziaria, spinge la Federal Reserve ad anticipare gli eventi.

Malgrado il settore manifatturiero sia già in recessione, l’economia a stelle e strisce continua a tirare ed il tasso di inflazione è salito a settembre ai massimi degli ultimi otto anni, oltre il due per cento gradito dalla Fed.

A pesare sulle valutazioni della Banca Centrale anche l’attuale fase di incertezza della guerra commerciale cino-americana.

 

WALL STREET ED IL TAGLIO “HAWKISH”

Il Pil nel terzo trimestre è cresciuto al 1,9%, il ritmo più lento dell’era Trump e sarà la scusa per il Presidente per esercitare un’ulteriore pressione sulla Fed.

Powell è condannato a tagliare per non destabilizzare i mercati azionari, che sono saliti tutto l’anno in scia al cambiamento di atteggiamento della Banca Centrale da lievemente restrittivo, fino a fine 2018, a pesantemente espansivo nell’ultimo trimestre.

Il taglio sarà subito e non voluto dalla Fed, costretta al terzo taglio dei tassi in pochi mesi con una economia ancora in buona forma.

Per tale motivo è probabile che la Banca Centrale cercherà di rimanere sul vago, evitando espliciti riferimenti ad un ulteriore taglio a dicembre.

Wall Street sembra già preparata a questa eventualità e non ne dovrebbe subire alcun impatto negativo, crogiolandosi nella compiacenza di notizie positive dal fronte della guerra commerciale e dalla Brexit.

 

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