Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

LA FORZA DEL MERCATO AZIONARIO AMERICANO

Mentre molti indici mondiali si trovano, già da diversi mesi in territorio negativo da inizio anno, schiacciati tra i vecchi record storici e correzioni già significative, Wall Street corre imperterrita per battere il precedente record storico dello scorso maggio. Le analisi storiche mostrano la difficoltà dell’indice S&P500 a stabilire un nuovo primato a quasi dieci mesi di distanza dal precedente, evento verificatosi solo una volta nelle ultime undici precedenti. Interessante anche il confronto con la schiacciante sovra perfomance dell’oro e dei Treasuries, rispetto all’indice, nel primo trimestre, fenomeno che si era già ripetuto nel 2007 e che poi fu seguito dall’ultimo grave crollo dei mercati azionari.

la forza del mercato azionario americano - 1

Tuttavia, i grafici non sono perfettamente precisi nel predire il futuro ed ogni analogia con il passato può anche essere interpretata come una pura coincidenza.

Lo scoglio più pericoloso per il proseguimento della corsa al record è sicuramente quello dei trimestrali dei primi tre mesi dell’anno, che inizieranno ad essere pubblicati dall’inizio di questa settimana. Parlando degli utili, la previsione, per le 500 società che compongono l’indice principale, stima un calo del 8,5% rispetto al precedente anno, il peggior declino dal terzo trimestre del 2009. Si realizzerebbe, inoltre, il quarto trimestre consecutivo di calo annuale, un fenomeno riscontrato durante l’ultima Grande Recessione dal quarto trimestre 2008 al terzo trimestre 2009.

Fino ad ora, 121 società hanno già pubblicato le previsioni di EPS (utili per azioni) per il primo trimestre. Tra queste, 94 hanno abbassato le stime precedenti, mentre 27 le hanno rialzate. Qualora non vi fossero altre revisioni al ribasso, il numero già raggiunto sarebbe il secondo peggiore, in un trimestre, dal 2006.

Tra i dieci settori dell’indice, solo tre sono previsti in rialzo: telecomunicazioni (13,1%), consumi discrezionali (10%) e sanitario (2,4%). Gli altri sette settori registreranno, al contrario, una tendenza negativa con l’energia (-102%) a condurre il triste primato con una evidente perdita, rispetto all’anno precedente. Seguono a ruota le materie prime (-22%) ed il settore finanziario (-8,5%).

Passando ai fatturati, il calo sembra più contenuto (-1.1%), ma potrebbe peggiorare, come è accaduto in passato, durante le presentazioni dei bilanci. La stima è già stata, inoltre, ribassata rispetto al precedente +2,7% di inizio anno. Si tratterebbe, in ogni caso, del quinto trimestre consecutivo di discesa dei ricavi su base annua, un evento mai verificatosi dal terzo trimestre 2008. Tra i settori negativi ci sarà anche la tecnologia (-4,8%), considerata da sempre un motore della crescita aziendale negli Stati Uniti.

Così interpretati i dati sono alquanto foschi. Tuttavia, malgrado cinque trimestri consecutivi di calo dei fatturati su base annua e quattro degli utili, lo S&P500 è salito sia nel 2015 che nelle ultime sette settimane.

I salvagenti sono, invece, rappresentati dagli inesauribili buy backs azionari che hanno inondato il mercato azionario con oltre due trilioni di dollari di liquidità, dal 2009 ad oggi, salvandolo più di una volta da potenziali rovinosi crolli. Nel solo mese di febbraio, quando Wall Street sembrava capitolare definitivamente, i riacquisti di azioni proprie sono stati pari a 104 miliardi, un record assoluto che ha risollevato le quotazioni. Nel 2015, la media si è attestata alla cifra impressionante di 46 miliardi di dollari mensili.

Infine, rimane sempre lei, la signora Yellen, la padrona della Fed. Più che un salvagente è un’ancora di salvataggio, un porto sicuro, fino ad ora molto affidabile, in grado con poche parole di influenzare il mercato, come il suo predecessore Bernanke. E’ noto che la Banca Centrale non può permettersi un crollo dei mercati con un’economia domestica ancora così debole e farà tutto il possibile per evitarlo.

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