Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

MESSICO: SARA’ IL NUOVO VENEZUELA ?

Il rischio che la deriva politica ed economica che ha investito il Venezuela già da diversi anni dilaghi anche in Messico, la seconda più importante economia dell’America Latina dopo il Brasile, è diventato sempre più probabile, anche alla luce della recente storia passata.

Ci sono diverse analogie tra l’attuale situazione di iperinflazione venezuelana, con crescita dei prezzi a tripla cifra nell’ultimo biennio, e le frequenti svalutazioni valutarie del peso messicano nell’ultimo mezzo secolo. In aggiunta, entrambi i Paesi sono tra i più importanti produttori mondiali di petrolio e sono scossi da frequenti disordini sociali.

Solo da inizio anno, il peso messicano si è svalutato del 25% rispetto al dollaro americano, scivolando a quota 16,5, ma toccando un minimo annuale a 17,3. Un simile crollo della divisa, già registrato in anni remoti, ha anticipato sempre crisi economiche finanziarie,  che potrebbero ripetersi anche questa volta.

Il petrolio e il deficit fiscale in crescita sono sempre stati i catalizzatori delle impressionanti svalutazioni negli ultimi decenni, a discapito delle diverse presidenze che hanno governato il Paese, le quali non sono mai riuscite ad evitare le pesanti svalutazioni.

Da inizio secolo e dopo l’ultima ben nota crisi del 1994, il Messico è sembrato un Paese finanziariamente più stabile, ma solo grazie alla forte ascesa del prezzo del petrolio, il cui supporto sta venendo ora tragicamente a mancare.

Gustavo Diaz-Ordaz Luis   Echeverria José

López-Portillo

Miguel De   La Madrid Carlos   Salinas

De Gortari

Ernesto   Zedillo Vicente   Fox Felipe   Calderón Enrique   Peña Nieto
1965-1970 1971-1976 1977-1982 1983-1988 1989-1994 1995-2000 2000-2006 2006-2012 2012-   Present
12.50 –   12.50 12.50 –   22.00 22.00 –   150.00 150.00 –   2281.00 2.281 –   4.94 * 4.94 –   9.59 9.59 –   10.90 10.90 –   12.90 12.90 –   16.50
0% -76% -581% -1420% -116% -104% -14% -12% -25%**

*Il Peso ha cancellato tre zeri nel 1993 (1,000 pesos sono diventati 1 ‘New’ Mexican Peso)

** da inizio anno ad oggi.

Le peggiori svalutazioni sono state realizzate durante le due crisi petrolifere degli anni ’70 e ’80, in aggiunta a repentini rialzi dei tassi di interesse, avvenimento molto frequente in periodi di forti deprezzamenti del cambio, utilizzato per difendere la valuta domestica.

Analizziamo di seguito i principali fattori di rischio dell’economia messicana:

1)      Caduta del prezzo del petrolio.

Lo scenario è iniziato a peggiorare già prima del crollo delle quotazioni mondiali da ottobre 2014, sin da quando gli Stati Uniti sono diventati un esportatore netto di greggio dopo decenni di dipendenza, anche dal confinante Messico. Nel bilancio statale si è aperta una voragine, avendo il Governo stimato un prezzo medio di 79 dollari al barile per l’anno in corso, rispetto ad un più reale $50. Ogni dollaro di calo del prezzo provoca un ammanco di 300 milioni di dollari di ricavi nelle finanze statali.

2) Composizione del Pil

Fino al decennio scorso il Messico era molto dipendente dalle rimesse estere degli emigrati, in particolare negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, invece, l’incidenza delle entrate petrolifere ha raggiunto il 24%, una cifra troppo elevata, che lascia il Paese molto vulnerabile in caso di repentini crolli delle quotazioni come quello attuale.

3) L’azione della Federal Reserve (rialzo dei tassi di interesse, ulteriore QE, etc.)

La debolezza del Peso messicano è tale anche con i tassi a zero e possiamo immaginare cosa diventerebbe con una serie di rialzi da parte della Banca Centrale americana, cosa che potrebbe accadere.

4) Guerre valutarie

Da agosto anche la Cina è entrata direttamente nell’arena delle svalutazioni competitive e l’effetto negativo colpirà anche i Paesi emergenti, danneggiati dalla maggiore competitività delle merci cinesi.

5) Globalizzazione

L’economia latino-americana è ormai molto interconnessa con l’andamento economico mondiale ed in particolare con gli Stati Uniti, Paese verso il quale è diretto l’80% delle esportazioni messicane.

6) Crescono i debiti mondiali

Rispetto alle crisi degli anni ’90, la gran parte dei Paesi sviluppati sono molto più indebitati.

7) Riduzione delle prospettive economiche mondiali.

Il Fondo Monetario Internazionale le ha tagliate del 20% nel prossimo biennio per il Messico: dal 3% al 2,4% per il 2015 e per il 3% dal 3,3% per il prossimo anno.

8) I rischi finanziari

Qualsiasi incremento del rischio di credito negli Stati Uniti ha un impatto negativo sugli investimenti in Messico che vengono, di conseguenza, ridotti.

9) Effetto contagio

La crisi diffusa di altri Paesi dell’America Latina, in aggiunta al rallentamento delle principali economie mondiali (Stati Uniti e Cina), potrebbe avere un effetto domino non indifferente sul Messico, il quale si troverebbe incapace di affrontare una simile situazione senza mezzi adeguati avendo già sofferto una pesante svalutazione da inizio anno.

SINTESI

Il rischio che il Messico scivoli in una deriva inflazionistica quale quella venezuelana può sembrare, al momento, irrealistico. Tuttavia, la possibilità che il Paese entri nel caos, come accadde in Argentina nel 2001 diventa sempre più probabile qualora la svalutazione del peso non si arresti.

Purtroppo la storia economica dell’ultimo mezzo secolo insegna che la strada è segnata ed il deprezzamento della valuta non invertirà la tendenza, provocando l’ennesima crisi di sfiducia nei confronti del Paese latino americano.

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