Monday 17th December 2018,
Pinguinoeconomico

MICROSOFT e APPLE – IL DUELLO CONTINUA

Lunedì 3 dicembre Microsoft ha superato la capitalizzazione di Apple per la prima volta dagli inizi del 2010.

L’evento sembrava irrealizzabile solo cinque anni prima, quando uno dei dinosauri della tecnologia valeva ancora quanto dopo gli eccessi della bolla delle dotcom, mentre la società di Steve Jobs bruciava continui record grazie anche alla novità dei suoi prodotti ed alla leadership nel comparto degli smartphones.

La “monotonia” del business della società di Bill Gates si è riflessa nell’incapacità della società di creare nuovo valore. Dopo l’uscita di scena del più noto fondatore, che si è dedicato con la moglie alla filantropia, le redini della più grande società di software mondiale vengono assunte da Steve Balmar, un altro dei soci che non è riuscito per diversi anni, tuttavia a modernizzare questo elefante tecnologico.

Da più parti si è evocato per anni lo spettro dell’ingloriosa fine che sta facendo IBM, leader nel settore degli hardware, incapace di evolversi velocemente rispetto ai cambiamenti del mercato.

La frustrazione degli investitori ha spinto il board di Microsoft ad accantonare Balmar ad inizio 2014, sostituendolo con Nadella, un indiano naturalizzato americano, che ha ridisegnato gli obiettivi della società, utilizzando le sue competenze già acquisite internamente all’azienda sul Cloud.

In cinque anni il titolo è più che quadruplicato, passando da 25 a 105 dollari e iniziando la rincorsa vincente con l’eterna rivale di Cupertino.

Solo due mesi prima, ad inizio di ottobre, l’obiettivo sembrava ancora una chimera  quando Apple  ha raggiunto il picco di capitalizzazione di 1,12 trilioni di dollari, guardando ancora dall’alto ed a grande distanza la rivale, che si fermava a $887 miliardi.

La società della mela è diventata anche la prima società americana e mondiale a superare la capitalizzazione di un trilione di dollari.

Tuttavia, il mese borsistico di novembre è stato una vera ecatombe per Apple. Dopo la presentazione della trimestrale, il titolo è arrivato a scendere consecutivamente per sei sedute, perdendo velocemente fino a 120 miliardi di dollari di capitalizzazione. La discesa non si è fermata, raggiungendo un declino del 24% ed ha coinvolto indistintamente tutti i titoli FANG ad eccezione di Microsoft, che ha che limitato la sua discesa ad un modesto 8%.

L’ultima volta che le due società quotavano appaiate, nel 2010, capitalizzavano 220 miliardi di dollari, un quarto dell’attuale valore.

In precedenza, avevano avuto lo stesso valore nel 1989, agli albori del loro futuro incredibile successo.

Molti fornitori di Apple hanno tagliato le stime di fatturato per i prossimi trimestri, citando il calo della domanda di smartphone.

Microsoft, al contrario, continua a mostrare la solidità del proprio business, che raggiunge gli obiettivi dichiarati dal suo nuovo Ceo “indiano”. Malgrado le vendite della sua unità di “cloud-computing” Azure siano cresciute nell’ultimo trimestre al tasso più contenuto degli ultimi due anni, si attestano  comunque su un aumento del 76% rispetto all’anno precedente, evidenziando la flessibilità del business del leader mondiale del software.

E’ ancora presto per ammainare la bandiera di Apple, ma il leader mondiale degli smartphone farà sempre più fatica nei prossimi anni a mantenere la sua posizione dominante e rischia di cedere il passo a Microsoft anche nel prossimo futuro.

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