Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

NEWSLETTER (17 – 23 AGOSTO 2015)

Si è chiusa la peggiore settimana sui mercati finanziari dall’agosto 2011. La Cina continua a fare paura e crescono i timori per una frenata generale dell’economia mondiale, visto che anche i dati americani ed europei non entusiasmano mentre il Giappone ripiomba in recessione per la quinta volta dal 2009.

Infine, aggiungiamo le dimissioni di Tsipras e le prossime elezioni in Grecia a cavallo di metà settembre ed il mix esplosivo è completato.

MERCATI FINANZIARI: Nikkey (Giappone) sotto quota 20.000, Shanghai che torna ai mini dal 20 giugno a 3.500 punti con un crollo settimanale di quasi il -10%. Non si ferma in Europa la discesa di Francoforte, ormai in piena correzione e vicina alla soglia dei 10.000 punti. Male anche Wall Street con gli indici che perdono tutti il -3% nell’ultima seduta settimanale. Il Dow Jones è ora vicino alla soglia della correzione tecnica (-10% dai massimi), mentre lo S&P500 buca il supporto psicologico dei 2.000 punti, per la prima volta da febbraio, e si ferma a 1.970. Un bagno di sangue anche per gli altri mercati azionari mondiali da Londra a Milano, da Parigi a Madrid, da Sidney a Taipei, ma non siamo ancora al panico.

Sul mercato dei cambi prosegue, senza sosta, una vera carneficina con diverse valute che registrano quotidianamente nuovi minimi storici decennali verso il dollaro.

Sui rendimenti dei titoli governativi, il bund scende a 0,57% mentre Italia e Spagna salgono leggermente.

MERCATI EMERGENTI

Prosegue la carneficina delle valute emergenti che si deprezzano con nuovi minimi storici (Turchia, Messico, Sud Africa), o pluriennali (Tailandia, Malesia, Brasile) nei confronti del dollaro. A questi si è aggiunta la moneta kazaka che si è svalutata giovedì del -26% e segue il deprezzamento del -19% del febbraio 2014.

TURCHIA: la lira turca è crollata questa settimana in seguito alle tensioni politiche interne, raggiungendo i $3 e i €3,3, cambi mai registrati con un deprezzamento del -10% in sole tre sedute.

news 17 - 23 AGOSTO 2015 - TURCHIA

La Turchia andrà a nuove elezioni politiche entro novembre, mentre nella parte orientale del Paese è stato decretato il coprifuoco.

VENEZUELA: il Governo ha decretato il coprifuoco in alcune zone di confine con la Colombia dove il contrabbando cresce con il Paese confinante ed i trafficanti hanno ferito diversi poliziotti.

RUSSIA: il nuovo calo del petrolio ha indebolito significativamente il rublo che ritorna ai livelli di gennaio-febbraio, molto vicini a quello della crisi dello scorso novembre.

UCRAINA: riprendono i combattimenti nella zona orientale del Paese con alcuni soldati ucraini uccisi, mentre la repubblica di Donestk ha proclamato un nuovo referendum per chiedere l’annessione alla Russia.

ARABIA SAUDITA: molti si chiedono quanto l’economia saudita possa resistere con questo livello così basso del prezzo del petrolio. Il deficit quest’anno salirà al 20% ed il governo non potrà a lungo sostenere l’attuale politica di sussidi per tenere tranquilla la minoranza scita. Infine, al prossimo meeting Opec ci saranno forti pressioni sul Paese per un taglio della produzione di greggio che possa agevolare la ripresa delle economie dei Paesi produttori.

 

EUROPA (AREA EURO)

Passa al Bundestag tedesco il terzo pacchetto di aiuto alla Grecia, ma la Merkel trova l’opposizione di 66 deputati del suo stesso partito.

ITALIA:  consumi scendono del -11,2% dal 2008. Due milioni di persone lavorano in nero con evasione fiscale stimata di 25 miliardi, pari a 1,5% del Pil.

GRECIA: prima tranche di aiuti da 26 milardi concessa alla Grecia e con la quale è stata rimborsata la famosa tranche del debito alla Bce del 20 agosto. Politica di nuovo nel caos con la decisone, non del tutto attesa, di Tsipras di andare a nuove elezioni per rafforzare la sua maggioranza prima che le misure di austerità applicate abbiano l’effetto recessivo previsto sul Paese.

 

NORD AMERICA

STATI UNITI: indice Empire Manufacturing (indice dell’attività manifatturiera dell’area di New York) crolla a -14,92 a luglio rispetto al +3,86 di giugno e previsioni di 4,50

news 17 - 23 AGOSTO 2015 - EMPIRE FED

Male anche l’indice manifatturiero PMI che scende a luglio a 52.9 rispetto ai 53.8 di giugno.

L’indice immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) è salito a luglio a 61 punti dai precedenti 60. Si tratta del livello più elevato dal 2005.

Nello stesso settore si segnala l’ottimo dato sulla vendita di case esistenti, al massimo da inizio anno e dopo tre mesi consecutivi di ribasso. Bene anche l’inizio di nuovi cantieri, mentre i nuovi permessi di costruzione scendono sensibilmente.

Disoccupati settimanali a quota 277k, sopra le attese di 271k, ma ben al di sotto del livello di 300k che consente alla disoccupazione di ridursi, malgrado i dati sul lavoro americano non riflettano ormai da anni la realtà domestica del mercato del lavoro.

TRIMESTRALI USA: delude WalMart che dichiara utile per azione (EPS) ed utile in calo del -10%. Anche le previsioni per il prossimo trimestre sono sconfortanti. Male Hewlett Packard e John Deere. Il produttore di macchine agricole statunitense registra un calo degli utili e del fatturato del -28% rispetto allo scorso anno, a causa del crollo delle materie prime agricole e del calo dei redditi e dei raccolti degli agricoltori americani.

Caterpillar dichiara il 31esimo mese consecutivo di calo del fatturato, un evento non verificato nemmeno nel post recessione 2008 quando la striscia negativa si fermò a venti mesi.

Google festeggia l’11esimo anno dalla quotazione con un rialzo del 1.277% dall’avvento sul listino. Meglio di lei, solo 11 società tutte tecnologiche o biotecnologiche. Tra le più note: Amazon, Apple, Netflix e Gilead.

 

ASIA e OCEANIA

Valute asiatiche tutte sotto pressione. Nello specifico è il baht tailandese che scivola al minimo del 2009 sulla scia dell’attentato ad inizio settimana nel centro di Bangkok che ha provocato 22 vittime. Non si ferma la caduta anche di rupia indiana ed indonesiana ed in misura più contenuta del dong vietnamita e del wong coreano; quest’ultimo risente delle nuove tensioni militari con il regime comunista del nord. Chi sta ancora peggio è la Malesia con la rupia che torna al livello della crisi del 1998.

GIAPPONE: quinta recessione in sei anni per la terza economia mondiale che registra una caduta del Pil del -1,6% sul trimestre precedente.

news 17 - 23 AGOSTO 2015 - JAPAN GDP

CINA: indice PMI manifatturiero crolla a 47.1 a luglio dai 47.8 di giugno e ben al di sotto della soglia dei 50 che rappresenta lo spartiacque tra espansione e recessione. Si tratta del peggiore risultato dal marzo 2009.

MATERIE PRIME: Prosegue il calo delle quotazioni delle materie prime con l’indice Crb che ha concluso la settimana a 195 punti e con il greggio Wti in calo fino a $40,5. La paura aiuta il rimbalzo dell’oro che risale fino a $1.160, solo in parte seguito dall’argento.

BANCHE: volano gli spreads sul settore energetico americano tornando a superare 1.000 punti base. Continua nel silenzio più assoluto la falcidia di società del settore che falliscono o non riescono a rinnovare i prestiti o le obbligazioni in scadenza. In tempi brevi, vedremo anche l’impatto sul sistema finanziario (banche).

news 17 - 23 AGOSTO 2015 - CREDIT US SPREADS

VALUTE: la disfatta dei mercati di questa settimana ha influito negativamente sul dollaro. Il biglietto verde ha continuato a rafforzarsi, infatti, sui mercati emergenti mentre si è indebolito verso le valute forti scendendo fino a 122,5 verso lo yen ed a 1,135 nei confronti dell’euro da 1,115 della scorsa settimana e 1,09 della precedente. Debole anche la sterlina verso euro a 0,725, livello che non si vedeva da inizio anno.

Stabile questa settimana, invece, lo yuan cinese dopo aver contribuito in precedenza all’ulteriore terremoto valutario.

In America Latina, il sol peruviano scende a livello degli ultimi sei anni contro il dollaro e sono state introdotte alcune restrizioni valutarie nel Paese.

SINTESI: sette volte i mercati azionari hanno tentato la discesa nei primi sette mesi ed in altrettante occasioni sono stati salvati direttamente od indirettamente da interventi o dichiarazioni delle Banche Centrali. Agosto sembra molto simile allo scorso mese estivo e più ancora ad ottobre 2014 quando la situazione sembrava sfuggita di mano, ma ci pensò un membro della Fed (Bullard) che lasciò trapelare la possibilità di un quarto Quantitative Easing.

Tuttavia, ora le economie rallentano molto più vistosamente rispetto allo scorso anno e sono molto più indebitate. In aggiunta, abbiamo anche il crollo delle materie prime, la guerra valutaria planetaria e l’ulteriore bolla speculativa di molte assets class che si sta già squagliando come neve al sole. Cosa possa salvare gli indici azionari questa volta è difficile prevederlo e forse siamo davanti alla prossima capitolazione. Non c’è ancora un vero panico, ma sappiamo che la paura può montare in poche ore e portare a vendite incontrollate.

Vedremo se ci sarà un tentativo di rimbalzo degli indici. Oggi (domenica) crollano anche gli indici di Dubai ed Arabia Saudita (-7%) e di tutti i Paesi del Golfo (Abu Dhabi – 5%), sulla scia del declassamento del debito dell’Arabia Saudita da parte di Standard & Poor’s.

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