Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

NEWSLETTER (5 -11 OTTOBRE 2015)

La Banca Mondiale taglia le stime di crescita della regione asiatico-pacifico per il corrente ed il prossimo anno, a causa del rischi di un rallentamento della Cina e del possibile rialzo dei tassi di interesse. L’organismo mondiale prevede una crescita al 6,5% per il corrente anno e del 6,4% per il prossimo, in calo rispetto al 6,7% della precedente previsione.

Tali previsioni seguono quelle in calo della scorsa settimana del Fondo Monetario Internazionale e quelle della Asian Development Bank che vede un calo della crescita cinese al 5,8%.

Le vendite di computers continuano a calare anche nel terzo trimestre con una discesa del 10,8% sull’anno precedente, in calo rispetto all’11,8%, ma oltre la previsione del +9,2%.

Aumentano le preoccupazioni per la crisi politica siriana e l’escalation militare che coinvolge la Russia ed alcuni Paesi satelliti. Il grave attentato in Turchia e la nuova crisi in Palestina alimentano ulteriore tensione nella già infuocata regione.

MERCATI FINANZIARI: si è chiusa una settimana effervescente per i mercati azionari mondiali. Lo S&P500 guadagna il 3,26%, la migliore settimana dallo scorso dicembre, mentre sono le Borse asiatiche e quelle europee le più brillanti con il Dax che supera il 5% di rialzo.

Scendono i rendimenti del mercato obbligazionario con il BTP decennale all’1,7%. Il TBond americano risale al 2,12%, lo stesso livello del 2 gennaio scorso. Il rendimento è calato all’1,68% ad inizio febbraio, toccando i massimi annuali al 2,5% a fine giugno.

MERCATI EMERGENTI

Prodigioso recupero delle valute emergenti schiacciate dalla debolezza del dollaro, il più incredibile dal 2009. Ringitt malese e rupia indiana, le più vendute nei mesi scorsi, hanno rimbalzato anche del 10%, costringendo molti investitori a chiudere velocemente le posizioni scoperte ed auto alimentando il recupero.

 

EUROPA (AREA EURO)

Draghi asserisce che il quantitative easing europeo sta funzionando ed assicura che lo estenderà, se necessario. Intanto l’indice PMI composito (manifatturiera e servizi) scende a settembre a 53.6, il livello minimo da febbraio.

GERMANIA: deludono ancora i dati macro tedeschi. Questa volta è il turno degli ordinativi alle fabbriche che scendono dell’1,8% contro una attesa di +0,5%.

Peggiorano le esportazioni teutoniche nel terzo trimestre con il più sensibile calo dalla recessione del 2009 (-5,2%). Anche le importazioni scendono del 3,1% riducendo il surplus della bilancia commerciale.

Brutte notizie anche dalla produzione industriale che cala inaspettatamente ad agosto, confermando che la Germania sta soffrendo il calo della domanda dei Paesi emergenti. L’output scende del 1,2% a luglio, rispetto al +0,2% previsto.

FRANCIA: Air France annuncia il taglio di 2,900 posti di lavoro ed alcuni dipendenti assaltano i manager della compagnia.

ITALIA: nove milioni di Persone a rischio povertà nel nostro Paese. Anche nell’ultimo anno 30.000 persone si sono aggiunte alla lista, secondo un ultimo rapporto.

PORTOGALLO: elezioni politiche con la vittoria del partito di centro destra, già al governo e che proseguirà con riforme ed austerità.

GRECIA: produzione industriale +4,5% ad agosto, rispetto all’anno precedente.(stima -2,8%, precedente -1,6%)

Inflazione a settembre -1,7%, sull’anno precedente. Ad Agosto -1,5%.

Il budget 2016 prevede un calo del Pil del -2,3% quest’anno e del -1,3% il prossimo.

 

EUROPA (NON EURO)

GRAN BRETAGNA: le esportazioni verso la UE caleranno del -7,4% quest’anno, mentre quelle verso altre aree geografiche cresceranno, invece, del +4,4%

 

NORD AMERICA

STATI UNITI: I verbali della Fed confermano la non unanimità del board di posticipare il rialzo dei tassi di interesse.

Indice ISM servizi scende a settembre a 56.9 in ribasso rispetto al 59 di agosto.

TRIMESTRALI USA: comincia male la nuova stagione. Pepsi, Monsanto, Gap e Alcoa mostrano tutte un sensibile calo di fatturato e degli utili.

 

ASIA e OCEANIA

GIAPPONE: gli ordini di nuovi macchinari industriali calano, inaspettatamente, del -5,7% ad agosto rispetto al mese precedente, alzando diversi dubbi sulla reale capacità di investimenti delle aziende nipponiche.

CINA: le riserve valutarie registrano il terzo declino di sempre nell’ultimo trimestre, in seguito al tentativo della Banca Centrale di stabilizzare lo yuan sui mercati dei cambi, nel periodo estivo. Le più grandi riserve valutarie mondiali scendono a settembre di $43,3 miliardi a $3.514 trilioni, il livello più basso dal luglio 2013, e sono in calo di $180 miliardi nel terzo trimestre.

INDIA: indice PMI servizi scende a 51.3 in settembre, rispetto ai 51.8 di agosto. L’indice composito (manifattura + servizi) cala a 51.5, contro i 52.6 di agosto.

AUSTRALIA: un report di Bank of America Merrill Lynch afferma che è il mercato immobiliare in piena bolla, più che il rallentamento dell’economia cinese, la probabile causa di una prossima recessione per l’economia australe. Secondo la banca di investimento, il mix di prezzi elevati, bassi rendimenti degli affitti, eccessivo indebitamento privato e bassa crescita dei redditi sono ormai difficilmente gestibili dalla autorità monetaria, la quale rischia di inflazionare ulteriormente la bolla abbassando i tassi di interesse nei prossimi mesi.

MATERIE PRIME: petrolio che sopravanza I $50, chiudendo la settimana a $49,63 con un rialzo del 9%. Anche l’indice CRB, che raggruppa le principali 19 commodities, cresce del 4,8%, il maggiore rialzo dal 2012.

Metalli preziosi in risalita con oro ed argento a ridosso di importanti resistenze.

BANCHE: Allarme svalutazioni per 6,3 miliardi di euro per Deutsche Bank, mentre Credit Suisse annuncia un aumento di capitale di 8 miliardi di franchi svizzeri, il doppio rispetto a quanto previsto.

VALUTE: il dollaro si indebolisce fino a 1,137 euro e rimane stabile rispetto allo yen in area 120.

SINTESI: si è chiusa una settimana con un recupero inaspettato e travolgente degli indici azionari che si è prolungato per l’intera ottava, ma la situazione macroeconomica mondiale non è migliorata. La cattiva notizia è ancora una volta una buona notizia per i mercati, ma non sarà così all’infinito.

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