Wednesday 21st October 2020,
Pinguinoeconomico

ORSI e TORI – UN LUNGO BRACCIO DI FERRO A WALL STREET

Sui mercati finanziari, la divisione tra i rialzisti e ribassisti è sempre stata molto netta ed accesa. Anche oggi in tempi di crolli e recuperi ed in piena crisi economica, ancora tutta da dipanare, il dibattito si ravviva tra i pessimisti che sono certi che il mercato celebrerà nuovi minimi e gli ottimisti che hanno già dichiarato che la discesa sia già finita ed il mercato stia già scontando la futura ripresa.

Prima di vedere chi abbia ragione è necessario valutare dove si trova ora il mercato e l’andamento da fine febbraio.

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Wall Street ha ceduto oltre il 30% in quattro settimane, dall’ultima di febbraio alla terza di marzo per poi recuperare la metà della caduta nelle tre successive.

Nel periodo di rialzo gli indici hanno messo a segno brillanti recuperi nella terza ottava di marzo e nella prima di aprile, frequenti in qualsiasi bear market, ed ora si trovano a dover superare resistenze sempre più elevate altrimenti riprenderanno a scendere.

Entrambe le due scuole di pensiero guardano anche ai dati fondamentali, oltre che tecnici, e non perdono d’occhio anche il VIX, – l’indice della volatilità – che si mantiene da settimane al di sopra dei 40 punti, un livello ancora molto elevato.

In realtà l’unico dato sensibile, ma realistico, resta il bollettino sanitario ed anch’esso viene interpretato favorevolmente o meno da ognuna delle due fazioni, quella degli ottimisti e dei pessimisti, ma rimane comunque il dato più attendibile attualmente disponibile.

In aggiunta, la massiccia discesa in campo della Federal Reserve ha reso ininfluenti gli altri dati micro e macro economici, dal numero mostruoso di nuovi disoccupati fino alla nuova stagione di trimestrali in partenza questa settimana e sicuramente già superata dall’andamento reale del secondo trimestre, probabilmente il peggiore in assoluto nel 2020.

Produzione e consumi caleranno di conseguenza, in scia alla chiusura ed alla lenta ripartenza di tutte le principali economie mondiali, ma tutto dipende da quanto sia già scontato dal mercato azionario nella precedente discesa e dall’entità del sostegno della Federal Reserve anche nelle prossime settimane/mesi.

 

LA REAZIONE DEGLI INDICI

Dopo la pesante caduta delle prime quattro settimane, i listini americani hanno reagito da manuale ad una situazione di pesante ipervenduto. Nel frattempo, la Federal Reserve ha aumentato la potenza del suo intervento iniettando due trilioni di dollari a protezione del sistema finanziario nell’arco temporale di quattro settimane con ricadute positive anche su Wall Street.

Il rimbalzo, grazie alla nuova liquidità è stato molto corposo arrivando al 50% della precedente caduta, la più veloce della storia del mercato americano.

Ora ci si domanda se e quanto la fase di rialzo possa continuare o se invece Wall Street sia pronta per una nuova discesa per ritoccare i precedenti minimi e forse anche oltrepassarli.

Sul fronte dei pessimisti si schierano coloro che vedono scenari da Grande Depressione economica nei prossimi mesi a causa del numero elevato di persone che hanno già perso il posto di lavoro e delle aziende che saranno costrette a chiudere o ad assistere alla drastica riduzione dei propri profitti.

Tra gli ottimisti sono presenti, invece, coloro che pensano che le politiche adottate dai vari governi per contenere la pandemia siano efficaci e che le economie ripartiranno presto e a pieno regime.

 

CHI VINCERA’ LA PARTITA

La velocità e l’intensità del rimbalzo aiuta la tesi dei rialzisti secondo i quali dopo una breve pausa di consolidamento, lo S&P500 ripartirà all’attacco della resistenza a quota 2.820 punti, già testata una prima volta senza successo a metà della scorsa settimana.

Tra i ribassisti c’è chi invece vede questo livello come invalicabile ed una nuova discesa verso ed oltre i minimi in area 2.250 punti toccati il 20 marzo.

A sostegno dei rialzisti mancheranno due pilastri importanti, quali i buybacks azionari in forte diminuzione e gli utili aziendali in caduta libera. Tuttavia, tali supporti sono stati sostituiti, al momento con notevole successo, dal massiccio intervento della Fed che continua nella sua funzione di paracadute al mercato azionario, attraverso la generazione di liquidità al sistema finanziari

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