Tuesday 21st August 2018,
Pinguinoeconomico

PIL USA – LE PROIEZIONI SONO MOLTO POSITIVE

Cresce l’attesa per la pubblicazione del dato della crescita del secondo trimestre dell’economia statunitense che verrà rilasciato venerdì 27 luglio dal Bureau of Economic Analysis (BEA).

Il dato sarà poi rivisto il 29 agosto (seconda stima) ed il 27 settembre per l’ultima volta (terza stima). Anche negli anni futuri i risultati potranno essere rivisti sulla base di dati più completi.

Solo la Cina riesce a dare un numero già definitivo nel primo giorno della pubblicazione del dato in quanto non viene mai più revisionato successivamente.

Sebbene le due revisioni del Pil USA successive siano alquanto più accurate rispetto alla prima, è proprio quest’ultima che riceve la maggior attenzione da parte dei media finanziari.

Al di fuori della BEA, una pletora di economisti compresa la Federal Reserve fatica a produrre stime che siano sempre attendibili in quanto spesso si discostano di qualche decimo di punto rispetto al dato reale.

Riguardo al passato trimestre (aprile-giugno), la previsione della Fed di Atlanta è partita a maggio ad un livello già assai elevato ed ha continuato a rafforzarsi fino a raggiungere il +4,5% il 18 luglio, in seguito alla valutazione dei dati sulla spesa dei consumi di maggio, la produzione industriale e gli investimenti privati. Dalla previsione manca la spesa dei consumi di giugno, un valore che ha una certa incidenza.

Una crescita del 4,5% sarebbe un numero veramente esplosivo per l’economia a stelle strisce che non cresce a questi livelli dal secondo trimestre dell’anno 2000 (era Clinton).

Allo stesso tempo, la Fed regionale di New York prevedeva una crescita del 3,26% al primo di giugno che è andata via via scemando fino al 2,69% del 20 di luglio.

Quest’ultima stima sembra più affidabile seguendo l’analisi storica precedente.

Una crescita al 2,7% su base annua sarebbe comunque un ottimo risultato, ma inferiore a cinque trimestri successivi alla Crisi Finanziaria, compresi i primi tre mesi dell’anno in corso.

 

QUALE STIMA E’ CORRETTA ?

La previsione della Fed di Atlanta comprende probabilmente anche la crescita inflazionistica che sta salendo più delle attese od anche la possibilità che l’economia domestica sia esplosa oltre ogni previsione.

In giugno il CPI – Consumer Price Index – è salito al 2,9% il livello massimo dal febbraio 2012.

Quella di New York, invece, rimane la più probabile e porterebbe ad un risultato comunque assai confortante spostando le chance di una eventuale prossima recessione al 2020.

La principale motivazione di questa sostanziale differenza riguarda la crescita dei consumi privati che incidono per il 70% sul Pil che è salita solo del 2,6% ad aprile su base annua e del 2,3% a maggio.

In attesa del dato del giugno che la Fed di Atlanta non ha ancora inserito nel suo modello sembra improbabile che la crescita possa superare facilmente l’asticella del tre per cento.

In questo contesto, anche la rivalutazione del mercato azionario statunitense sembra inarrestabile e destinata a nuovi record nelle prossime settimane.

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