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Pinguinoeconomico

SETTIMANA 20-26 GENNAIO 2014

Pinguinoeconomico 26 gennaio 2014 Newsletter Nessun commento
SETTIMANA 02-09 2013

Venerdì nero nelle borse mondiali. Solo le europee bruciano 220mld di capitalizzazione in una seduta. Tumulti politici e crisi economiche hanno caratterizzato la settimana passata. I mercati finanziari, azioni ed obbligazioni, questa volta non ne sono rimasti immuni e hanno corretto i guadagni dei mesi precedenti.

MERCATI FINANZIARI: La svalutazione del peso argentino, le trimestrali poco brillanti delle società americane ed il crollo della lira turca sono state, questa volta, benzina sulle braci già accese e finora completamente ignorate. Le correzioni viste sui mercati azionari europei sono state le più profonde dallo scorso maggio. Da inizio anno in Europa, l’unico mercato positivo è quello domestico (+1,99%), mentre Francoforte perde -1,26% e Parigi il -4,21%. Storno, correzione o crollo ? Presto per dirlo. Dopo la sbornia degli ultimi 18 mesi le possibilità ed i temi per una forte caduta degli indici sono reali. I catalizzatori purtroppo non mancano e l’indice VIX che registra la paura nei mercati balza del 31% nella seduta di venerdì confermando chela volatilità sui mercati è destinata ad aumentare dalle prossime sedute.

Pesante anche il mercato obbligazionario con due diverse direzioni:

1) “flight to quality” verso bund, gilt (UK) e Tresuary (USA) con rendimenti in ribasso;

2) spread che si allargano sui periferici. Italia passa da 204 a 224 basis points con rendimento del decennale che risale al 3,92%. Continuano i successi per le aste dei titoli di stato dei Paesi periferici: Madrid ha emesso un decennale al tasso del 3,93% con domanda per 39,6 miliardi a fronte dei 10 offerti.

VALUTE: Prosegue il rialzo della sterlina contro euro dopo i il dato positivo sulla disoccupazione che scende inaspettatamente al  7,1%. Cede il dollaro australiano che continua la discesa, ormai irreversibile.

Ma le vere protagoniste in negativo sono state le valute emergenti: peso argentino, lira turca, rublo russo  ed anche il fiorino ungherese. L’Argentina ha svalutato la divisa del 13% non potendo più difenderla per il pericoloso depauperamento delle riserve valutarie. Anche dopo la manovra il peso è quotato ufficialmente a 7.90 al cambio ufficiale contro i 13 del cambio nero. In Turchia il deprezzamento della lira ha già superato il 15% da inizio anno. Il fiorino ungherese è tornato oltre 300 contro euro dopo oltre un anno.

L’effetto negativo ha trascinato anche il real brasiliano, peso messicano, rand sudafricano ai minimi da 5 anni su dollaro e la rupia indiana che ritorna ai livelli di novembre dopo un 2013 orribile.

Lo YEN, oggetto di pesante “carry-trade” si è prima indebolito ad inizio settimana fino a quasi 105 su dollaro e poi si è rafforzato venerdì fino a 102 accentuando la correzione dei mercati.

TRIMESTRALI USA: IBM prosegue il calo di fatturato (settimo trimestre consecutivo), molto accentuato nel continente asiatico. L’EPS (utili per azione) batte le attese dopo chela società ha effettuato “buy buck” di azioni proprie nell’anno per 13,9 miliardi, di cui 5,9 solo nell’ultimo trimestre, ampliando il proprio debito di 6mld. Se questa non è ingegneria finanziaria …!!!

Continuano le chiusure di punti vendita nella grande distribuzione ed i licenziamenti di personale annunciati per il corrente anno. Anche Target manderà a casa 475 persone e temo che non saranno gli ultimi nel settore delle vendite al dettaglio.

Una nota positiva viene invece da Microsoft la quale, malgrado il tiepido successo di Windows 8,  ha soddisfatto il mercato. Buone trimestrali anche da altri titoli tecnologici (Ebay, Netflix) ma le quotazioni, già stellari, non potranno crescere ancora all’infinito.

TAILANDIA: l’opposizione vuole boicottare le elezioni politiche del  2 febbraio. Il Governo ha decretato lo stato di emergenza per i prossimi due mesi ed ha minacciato di sgomberare con la forza i presidi dei dimostranti. Uno dei leader della protesta è stato assassinato nel weekend.

UCRAINA: esplode la tensione di piazza con scontri tra polizia e dimostranti. Il Governo ha promesso forti concessioni all’opposizione, ma quest’ultima chiede nuove elezioni politiche. L’Europa protesta per le violenze e la repressione mentre la Russia tace aspettando l’evolversi degli eventi.

CINA: si impennano ancora i tassi a breve con la banca centrale costretta al maggior intervento dallo scorso febbraio. A fine mese ci sarà il previsto default del Trust per quasi 500 milioni. Molti istituzioni premono affinchè la banca centrale non intervenga nel salvataggio ed inizi una operazione di “moral suasion” su un sistema troppo indebitato. Tuttavia si teme che il default possa essere l’inizio di una catena di fallimenti con un effetto contagio non prevedibile.

L’indice di fiducia delle imprese scende al minimo da giugno 2009, mentre quello degli acquisti (PMI) scende inaspettatamente a 49,6 (sotto la soglia dei 50), per la prima volta da sette mesi.

Anche il Pil registra un +7,7%, meglio del +7,6% previsto, ma il peggior risultato dal 1999. Male anche l’incremento trimestrale +1,8% (+2% stima). Sorprende quindi che i dati sulla produzione industriale (+9,7%) e delle vendite al dettaglio (+13,% YoY) siano miracolosamente in linea con le attese.

TURCHIA: banca centrale non alza i tassi per difendere la lira ma è costretta ad intervenire immettendo liquidità per tentare di stemperare la pressione sulla divisa.

ARGENTINA: dopo la svalutazione il Governo cerca di recuperare riserve valutarie alzando le restrizioni sull’acquisto di dollari e disponendo altre misure che non riusciranno tuttavia a contrastare altre necessari e pesanti deprezzamenti.

VENEZUELA: aumenta il caos con il Governo che spara le ultime cartucce nel tentativo di frenare l’inflazione. Razionamento della benzina in un Paese che è il quarto produttore mondiale di petrolio ed il primo dell’America Latina.

EGITTO:  preoccupante aumento di attentati terroristici contro le forze di polizia e le forze militari e degli scontri tra il governo e gli esponenti musulmani: oltre 50 morti in un weekend.

EURIBOR: invariato dal 0,302% al 0,30%.

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