Saturday 07th December 2019,
Pinguinoeconomico

WALL STREET INARRESTABILE TRA FED, CRESCITA, UTILI e TRADE WAR

La parabolica crescita del mercato americano nel 2019, la cui performance ha superato al momento il 20%, è iniziata il giorno di S.Santo Stefano dell’anno precedente, quando la Fed ha cambiato l’indirizzo della politica monetaria domestica, spostandosi verso un atteggiamento molto più espansivo prima a parole e poi con i fatti dallo scorso luglio, grazie a tre tagli di tassi di interesse nei successivi quattro mesi.

Mentre l’Europa langue ai margini della recessione, la crescita a stelle e strisce è ancora sostenuta. Nel terzo trimestre il Pil è sceso al 1,9% mentre le previsioni per il corrente trimestre sono scese al 1,5%, per quanto sia ancora presto per una stima precisa, prima della stagione delle vendite natalizie.

In tali condizioni, la crescita finale per l’anno in corso si attesterebbe al 2,2%, la più modesta dell’era Trump, ma sempre ad un ritmo che qualsiasi economia europea purtroppo solo può sognare.

Negli Stati Uniti, ci sono settori in difficoltà anche accentuata, come l’agricoltura ed il manifatturiero ed in particolare l’automotive. Tuttavia, i consumi privati sono ancora robusti ed i servizi si mantengono ancora in moderata espansione.

 

LE PROSSIME MOSSE DELLA FED

A margine dell’ultimo taglio dei tassi di interesse a fine ottobre, Powell ha comunicato che non ci saranno a breve altre variazione in entrambe le direzioni nella persistente situazione di bassa inflazione.

Il chairman della Fed ha lasciato intendere che non abbasserà ancora i tassi nel 2019, ma che non vi sono al momento nemmeno rischi per un rialzo immediato, in virtù della crescita dei prezzi attualmente sotto controllo.

 

UTILI AZIENDALI

L’ultima stagione delle trimestrali non si è rivelata brillante, ma si chiuderà come una delle più modeste dal 2016. Come al solito, decine di società hanno battuto le stime in una percentuale molto elevata, che si attesta sempre intorno al 70%.

Tuttavia, i cali di fatturato ed in alcuni casi di marginalità sono apparsi evidenti, in aggiunta ad un peggioramento delle previsioni per il corrente trimestre o anche per tutto il 2020.

 

LA REAZIONE DI WALL STREET

Trimestrali deboli e crescita stagnante non hanno indebolito la forza del mercato azionario, che ha trovato benzina nella medicina del ribasso dei tassi, prima solo virtuale e poi anche reale, e successivamente altro carburante nella continua speranza di un esito positivo nei colloqui cino-americani per risolvere la questione dei reciproci dazi, che penalizzano la crescita di entrambe le prime due economie mondiali.

La salita dei listini americani appare di conseguenza non collegata ai reali fondamentali economici, ma sostenuta invece dalla liquidità che la Banca Centrale domestica continua ad iniettare nel sistema finanziario.

In mancanza di sorprese negative dal fronte macro economico, la marcia di Wall Street sembra inarrestabile e nuovi record potrebbero essere raggiunti da qui a Natale.

Per quanto l’effetto delle politiche monetarie ultra espansive delle Banche Centrali abbiano ormai poca influenza sulla crescita economica dei Paesi che ne beneficiano, l’impatto invece psicologico e reale sui mercati azionari è ancora assai rilevante e persisterà presumibilmente anche nei prossimi mesi.

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