Sui metalli preziosi, il quadro di questo 2026 è emblematico di come le dinamiche di mercato possano ribaltarsi rapidamente.
Dopo i picchi storici toccati a inizio anno, con l’oro schizzato fin verso i 5.600 $ e l’argento in volo fin a 120 dollari, la correzione iniziata tra febbraio e marzo si è trasformata in un vero e proprio ritracciamento profondo: l’oro ha perso fino al 25-30% scendendo a testare il supporto critico dei 4.000–4.100 $/oncia, mentre l’argento ha subito un crollo ben più violento (-50% dai massimi).
Ecco le previsioni ed i fattori chiave da monitorare per la seconda parte dell’estate e la chiusura dell’anno:
1. La morsa dei tassi “Hawkish” vs il Bene Rifugio
Il motivo principale del crollo post-marzo è stato l’incastro tra l’impatto dell’inflazione energetica e la reazione delle Banche Centrali. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari (con i T-Note USA e i Bund spinti verso l’alto) fa soffrire i metalli preziosi, che non staccano cedole. Per agosto, il destino dell’oro si giocherà sul filo del rasoio tra:
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Freno: Tassi reali elevati e dollaro forte, che continuano a spingere gli investitori verso il reddito fisso.
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Spinta: Il ruolo di copertura contro il rischio geopolitico (crisi nello Stretto di Hormuz) ed energetico.
2. Oro: Fase di assestamento e supporto sui $4.000
Nel breve termine (agosto), l’oro mostra segnali di stabilizzazione attorno alla soglia psicologica e tecnica dei 4.000–4.100 $/oncia. È probabile una fase di lateralizzazione delle quotazioni amplificata da elevata volatilità. Senza un chiaro segnale di ammorbidimento dalle Banche Centrali, i rally verso i 4.500 dollari troveranno forti resistenze da parte di chi vorrà monetizzare i recuperi. Tuttavia, gli acquisti strutturali da parte delle Banche Centrali globali continuano a fare da cuscinetto ed evitano un collasso verso livelli pre-2025.
3. Argento e Metalli Industriali: Beta elevato e volatilità
L’argento ha subito il contraccolpo peggiore a causa della sua doppia natura: bene prezioso e metallo industriale. Il timore di un rallentamento manifatturiero causato dai costi energetici e dai tassi alti ne ha depresso le quotazioni. Se ad agosto il mercato inizierà a prezzare una tenuta economica o interventi di stimolo, l’argento ha il potenziale per un rimbalzo tecnico più violento e rapido rispetto all’oro, ma rimane un asset ad alto rischio e fortemente speculativo in questa fase.
Sintesi per Agosto
Non è previsto un immediato ritorno ai massimi storici di inizio anno, ma piuttosto la ricerca di un pavimento (bottoming). Per chi gestisce un portafoglio, la forte correzione accumulata da marzo ad oggi rende il comparto dei metalli di nuovo interessante in un’ottica di accumulo graduale (PAC o ingressi frazionati), sfruttando le debolezze di agosto come copertura contro l’eventuale ulteriore escalation delle tensioni geopolitiche.







