Il caso Oracle è esattamente l’esempio da “libro di testo” in questo momento, e mette a nudo la spina dorsale finanziaria più fragile della bolla dell’Intelligenza Artificiale: la dipendenza dal debito per finanziare il Capex (spesa in conto capitale).
La situazione di Oracle è particolarmente tesa, ma non è l’unica. Un eventuale effetto panico non nascerebbe da un’improvvisa bancarotta, ma da un downgrade a livello Junk (titolo spazzatura) dei grandi emittenti che costringerebbe i fondi d’investimento a scaricare in massa i loro obbligazionari e azionari.
Il caso Oracle: A un passo dal livello “Junk”
Oracle si trova in una posizione unica e rischiosa rispetto agli altri colossi tech:
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S&P Downgrade a BBB-: S&P Global Ratings ha tagliato il rating di Oracle a BBB-. Questo significa che la società si trova a un solo gradino dal livello High Yield (Junk).
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Un debito monstre ($120+ miliardi): Per costruire i data center e acquistare GPU per l’AI (spesso per conto di clienti ad alta concentrazione di rischio come OpenAI), Oracle ha accumulato un debito enorme. A differenza di Alphabet (Google) o Microsoft, che hanno casse colme di liquidità netta, Oracle ha un rapporto di indebitamento molto più tirato.
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Free Cash Flow Negativo e CDS ai massimi: Gli spread sui Credit Default Swap (le polizze contro il default di Oracle) sono saliti ai livelli più alti degli ultimi 18 anni. Se il mercato obbligazionario rifiuta di assorbire nuovo debito di Oracle a tassi sostenibili, la società deve emettere nuove azioni (diluendo i soci) o tagliare gli investimenti.
L’effetto innesco: Se Oracle dovesse subire un ulteriore downgrade a Junk, per regolamento centinaia di fondi pensione e fondi d’investimento Investment Grade sarebbero costretti a svendere immediatamente le sue obbligazioni. Questo creerebbe un’onda d’urto enorme sul mercato del credito aziendale.
Gli altri “sorvegliati speciali” per l’elevato indebitamento
Oltre a Oracle, la combinazione di tassi di interesse elevati, inflazione energetica e alti costi di rifinanziamento mette a rischio altri comparti e titoli specifici:
1. Il settore Telecom e Cable (Altice, Charter, Telecom Europee)
I colossi delle telecomunicazioni e dei cavi sono storicamente tra i più indebitati al mondo per via degli investimenti sulla fibra e sul 5G/infrastrutture.
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Perché rischiano: Hanno una crescita dei ricavi molto lenta (mercati maturi e saturi) ma devono rifinanziare miliardi di debito a tassi significativamente più alti rispetto a pochi anni fa. Società come Altice o alcuni operatori cavo USA sono costantemente sotto osservazione da parte delle agenzie di rating.
2. Le Big Tech in corsa sull’AI (Amazon, Microsoft, Meta)
Fino a poco tempo fa, le “Big 7” non emettevano debito. Quest’anno il debito emesso dalle Big Tech per finanziare data center e infrastrutture AI ha superato i 350-480 miliardi di dollari.
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La differenza: Microsoft e Alphabet hanno bilanci d’acciaio e rating “AAA” o “AA”. Tuttavia, colossi come Amazon hanno accumulato oltre 110 miliardi di debito a lungo termine. Se la monetizzazione dei servizi AI tardasse ad arrivare rispetto alle spese sostenute, il mercato inizierebbe a punire i loro multipli di borsa.
3. I Real Estate Investment Trusts (REIT) Commerciali
Le società immobiliari specializzate in uffici e spazi commerciali continuano a soffrire del mix micidiale di: sfitti strutturali post-pandemia, svalutazione degli immobili e scadenze di debito da rifinanziare a tassi elevati.
Come si svilupperebbe il “Panico a Catena”?
Il contagio da debito segue sempre una sequenza ben precisa:
[Downgrade Creditizio] ➔ [Vendita forzata Obbligazioni] ➔
[Aumento dei rendimenti/Costo del debito] ➔ [Crollo Azionario e Diluizione] ➔
[Credit Crunch per l'intero settore]
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Effetto Domino sui Rendimenti: Se i rendimenti delle obbligazioni emesse da aziende come Oracle salgono per compensare il rischio, anche il Tesoro statunitense e le altre aziende devono offrire rendimenti più alti. Questo fa salire i tassi di mercato generali.
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Congelamento dei rifinanziamenti: Le aziende meno solide non riescono più a “rollare” (rinnovare) il debito in scadenza a tassi sostenibili.
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Fuga dagli Asset di Rischio: I grandi investitori tagliano l’esposizione all’azionario tech ad alta leva finanziaria per rifugiarsi in liquidità, titoli di Stato o beni reali.
Il segnale da monitorare
Per capire se la situazione sta precipitando, non guardare il prezzo delle azioni giorno per giorno, ma lo spread dei corporate bond (il differenziale tra i rendimenti delle obbligazioni aziendali e i Titoli di Stato) e le quotazioni dei CDS (Credit Default Swap) delle aziende guida. Se quelli si impennano, la volatilità dal mercato del credito si trasferirà inevitabilmente anche agli altri mercati.





