Wednesday 19th June 2019,
Pinguinoeconomico

MERCATO AUTO – LE NUOVE SFIDE

I dati delle vendite di auto mondiali, in calo negli ultimi anni, ed il veloce passaggio dalla produzione di motori diesel a benzina nei mercati europei, in aggiunta al reindirizzo verso produzioni sempre più ecologiche – elettrico ed ibrido – sono i catalizzatori di cambiamenti, forse anche epocali, per il settore “automotive” negli anni futuri.

Negli Stati Uniti è inoltre in atto un sensibile spostamento delle abitudini dei consumatori che privilegiano SUV e pickup a sfavore delle auto tradizionali, sia berline che station wagon, in calo di consensi ormai presumibilmente irreversibile.

 

IL CALO DELLE VENDITE

Fino al 2016 abbiamo assistito ad anni di vendite in aumento, rispetto al crollo successivo alla Grande Recessione, grazie alla Cina che continuava a crescere a doppia cifra e agli Stati Uniti che tornavano a superare i record pre crisi del 2006, con oltre i 17 milioni di unità vendute.

Proprio negli USA, il mercato è incominciato a flettere già dal 2017 e la discesa è proseguita anche lo scorso anno, mentre i dati dei primi tre mesi del 2019 sembrano palesare un terzo anno consecutivo di calo con la conseguenza che le immatricolazioni  potrebbero scendere anche al di sotto dei 16 milioni di pezzi.

La Cina si è rivelata l’inaspettata sorpresa nel 2018: c’è stato un calo delle vendite del 4,1%, a quota 23,7 milioni, la prima discesa del mercato in quasi trent’anni di rilevazioni dei dati. Anche i SUV hanno subito un forte calo del 18,6% sull’anno precedente, mentre si sono salvate solo le immatricolazioni di veicoli ibridi o totalmente elettrici.

Tutti i produttori hanno già sofferto un declino anche nel primo trimestre del 2019, tanto più elevato a seconda dei mercati di esposizione geografica o delle motorizzazioni (diesel o benzina) presenti nei rispettivi portafogli prodotti.

Negi Stati Uniti, General Motors è stato il marchio più penalizzato con una discesa del 7% rispetto allo stesso periodo del 2018, FCA registra un calo del 3%, mentre Toyota arretra del cinque per cento.

 

LE SFIDE DEL VECCHIO CONTINENTE

Il mercato più complesso è quello europeo, attraversato anche da diversi cambiamenti socio culturali, che lo condizioneranno nei prossimi anni.

Nello specifico:

  • Il passaggio accelerato da diesel a benzina
  • La domanda di ricambio
  • Lo sviluppo dei car sharing, l’atteggiamento dei millenials e l’atteggiamento dei governi nord europei

Riguardo agli ultimi due punti, il livello di saturazione del mercato è già elevato, in quanto le auto di proprietà per numero di abitante sono elevate e la domanda di sostituzione tenderà a diminuire, sebbene possa essere contrastata da una accelerazione delle vendite dei veicoli non inquinanti o a bassa emissione.

Nel Vecchio Continente si sta diffondendo inoltre il fenomeno dei giovani che tendono ad usare strumenti alternativi all’auto o a condividerla (carsharing).

Infine, nei Paesi del nord Europa molti governi stanno introducendo sempre più frequentemente politiche indirizzate a disincentivare l’uso dell’auto da parte dei cittadini, a favore di forme di mobilità alternative e più ecologiche.

 

I MERCATI EMERGENTI e LA CINA

Diversa è la situazione dei mercati in forte sviluppo, dove la fame di motorizzazione spinge la crescita del settore.

Tuttavia, le due principali preoccupazioni sono la mancanza di infrastrutture moderne ed idonee alla circolazione di milioni di automezzi ed il calo di immatricolazioni cinesi, che potrebbe non essere casuale e compensa negativamente la crescita del mercato indiano.

Anche i primi due mesi dell’economia del dragone sembrano rimarcare l’andamento deludente dello scorso anno: i minivan e le berline  sono calate del 17,5% rispetto allo stesso bimestre del 2018.

Le vendite complessive sono in calo del 15% e i brand domestici sono a picco del 23%, mentre non si sono salvati neanche i SUV (-18,6%).

 

I MARCHI USA

General Motors e Ford hanno iniziato a reagire, chiudendo linee di produzione ed alcuni piccoli stabilimenti negli Stati Uniti, già dallo scorso anno, ed adeguando l’offerta verso la maggiore domanda di SUV, crossover e pickup.

Tuttavia, i margini di manovra sono piuttosto ristretti per cercare di cambiare la tendenza negativa.

Il mantenimento dei tassi di interesse ad un livello molto contenuto ancora per un lungo periodo, come peraltro auspicato dal presidente Trump, potrebbe agevolare il ricorso alle forme di finanziamento, che coinvolge già oltre il 40% degli acquisti.

La spinta creditizia si sta affievolendo in quanto la durata media di un contratto di finanziamento auto ha superato i 72 mesi e l’aumento dei prezzi ha fatto salire la rata media ai massimi storici, riducendo gli ulteriori spazi di crescita della leva del credito al consumo.

 

LA DOPPIA SFIDA

La combinazione di nuove produzioni meno inquinanti, in concomitanza con il calo della domanda mondiale di autoveicoli, rappresenta la nuova sfida per il mercato: i produttori ne sono consapevoli e si stanno già muovendo da alcuni anni per affrontarla, ma la transizione non sarà indolore.

Per vincere questa nuova sfida sarà fondamentale per i player attuali essere ben posizionati sui mercati emergenti in crescita ed avere prodotti sia trendy che ecologici in portafoglio.

In questo contesto, le case automobilistiche americane e giapponesi sembrano in lieve vantaggio su quelle tedesche, costrette a rincorrere.

 

 

 

 

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