Thursday 18th July 2019,
Pinguinoeconomico

USA – L’ANALISI DELL’ULTIMO JOB REPORT (FEBBRAIO 2019)

I dati pubblicati la scorsa settimana sull’andamento del mese di febbraio hanno lasciato spiazzati diversi analisti, ma l’esito si presta a diverse interpretazioni molte delle quali non sono del tutto negative. Il risultato così sorprendente dovrà essere confermato infatti, almeno per un intero trimestre, per poter dichiarare che l’attuale trend positivo del mercato del lavoro si sia definitivamente invertito.

In sostanza, i numeri più rilevanti pubblicati sono i seguenti:

  • Nuove buste paga: + 20k verso i 180k previsti
  • Tasso di disoccupazione: 3,8% dal precedente 4%
  • salari: +3,4% su base annua rispetto al 3% rilevato a gennaio.

Salta subito all’occhio la distonia tra l’incremento dei salari con i pochi nuovi posti di lavoro creati.

Il Bureau of Labor Statistics ha giustificato il dato così negativo in parte con lo strascico dello Shutdown e le pessime condizioni atmosferiche, che hanno colpito la parte centro orientale del Paese per alcune settimane.

Altro numero da interpretare riguarda l’U6, il tasso di disoccupazione più completo, in quanto comprende anche chi lavora part-time solo per necessità, ma aspira ad un lavoro più stabile, gli scoraggiati e chi è già uscito dal mercato nell’ultimo mese.

Il tasso in oggetto è crollato dall’8,2% al 7,3%, uno spostamento di entità raramente verificatosi e difficile da interpretare.

Su questo aspetto, il BLS non ha fornito alcuna spiegazione. ma una ragione potrebbe essere l’elevato numero di persone che sono andate in pensione, associato alla bassa propensione a cercare lavoro nel mese (anche per i problemi atmosferici evidenziati).

La stima dell’impatto tra Shutdown e clima avverso è pari a 80k unità perse, tale da portare il bilancio mensile a 100k, il punto di break-even per assorbire i nuovi lavoratori che si affacciano mensilmente sul mercato.

Per quanto riguarda l’incremento del costo del lavoro, anch’esso ben fuori dal normale, pari a quattro decimi di punto rispetto al mese precedente, la motivazione è riconducibile alla brusca diminuzione delle ore lavorate che ridimensiona la positiva crescita dei salari.

Tra le altre notizie confortanti va sottolineata la qualità dei nuovi occupati che rientrano più del solito nelle categorie dei lavoratori meglio remunerati, un evento che si replica già da diversi mesi consecutivi e che bilancia il trend che dalla Grande Recessione vedeva la maggior parte delle nuove assunzioni con salari bassi in settori quali le vendite al dettaglio, la ristorazione e la sanità.

In definitiva, il report sembra dimostrare che anche l’economia a stelle e strisce stia rallentando, ma in realtà un solo dato non è sufficiente per confermarlo, per quanto l’ultimo sia tra i peggiori dall’inizio del 2010.

In sintesi, quello che abbiamo riscontrato nell’ultimo report mensile sull’andamento del lavoro è sicuramente curioso per le variazioni sostanziali che sono state evidenziate, ma è anche stato condizionato da eventi congiunturali che potrebbero essere non ricorrenti.

Il mercato del lavoro americano è ancora molto sostenuto e un dato un po’ bizzarro non è in grado di modificare questo fortissimo trend positivo, che continuerà a sostenere la crescita anche nel primo semestre del corrente anno.

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