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Pinguinoeconomico

SETTIMANA 23-27 DICEMBRE 2013

Pinguinoeconomico 28 dicembre 2013 Newsletter Nessun commento
SETTIMANA 02-09 2013

Settimana festiva molto movimentata. Mentre i mercati europei hanno lavorato solo lunedì e venerdì, tutti gli altri sono stati sempre aperti tranne il giorno di Natale registrando forti oscillazioni, quasi esclusivamente al rialzo, anche per la scarsa liquidità tipica di questo periodo.
MERCATI FINANZIARI: in folle esuberanza con continui nuovi record per la Borsa di New York. La performance annua si avvicina ad uno strabiliante +30% con gli indici che continuano a volare (sesta seduta di fila di rialzo) con volumi molto modesti. TWITTER ha guadagnato l’80% nelle ultime settimane, al ritmo di un +8% ogni seduta raggiungendo la stellare capitalizzazione di 40 miliardi di dollari, il triplo rispetto al debutto in Borsa. La follia tecnologica ricalca quella della dot.com bubble del 2000 con altri titoli come Google, Amazon e Facebook che raggiungono multipli da brivido. Twitter è arrivata da sola a capitalizzare quanto 403 delle 500 società dello S&P500, indice che contiene, oltre ai mostri sacri tecnologici , le più note società chimiche e manifatturiere del Paese.
L’oro scende sotto quota 1.200 per poi rimbalzare lievemente nell’ultima seduta della settimana e si avvia a chiudere il peggior anno negli ultimi 32. Rimbalza il petrolio che si riporta a 100$ al barile mentre il titolo decennale USA si riporta ai massimi di settembre superando la soglia del 3% (3,019%).
POLITICA: situazione sempre molto tesa in Tailandia, Ucraina ed ora anche in Turchia.
Nel Paese del sud-est asiatico continuano le proteste contro la Presidente in carica che ha indetto nuove elezioni per inizio febbraio. Ma i disordini non si fermano e sono ripresi gli scontri con morti e feriti.
L’ex repubblica sovietica si è ributtata tra le braccia dell’ex alleato-nemico per evitare la bancarotta. Putin ha garantito di acquistare 15mld di dollari di bond ucraini, tre dei quali sono già stati comprati, e di fornire il gas con uno sconto del 30% in cambio dello spostamento dell’asse commerciale del Paese verso l’Oriente (Russia) rispetto all’Occidente (Europa). Le proteste di piazza sono diminuite ma non si sono placate. Molti considerano infatti l’accordo un vero tradimento con la perdita della propria sovranità in cambio del salvataggio.
Situazione precipitata anche in Turchia dove i problemi riguardano la classe politica al Governo con tre casi di corruzione che hanno coinvolto oltre 50 membri del partito di maggioranza al governo del premier turco Erdogan. Dopo Natale si sono però dimessi anche tre ministri, l’ultimo dei quali ha chiesto anche le dimissioni del primo ministro. Lira turca è crollata al minimo storico contro dollaro mentre la borsa è in caduta libera (minimi da luglio 2012) con il rendimento sul decennale in rapida ascesa.
USA: oltre 1milione di persone (1,3 circa) perderanno i sussidi alla disoccupazione dal prossimo primo gennaio quando i fondi previsti saranno cancellati, come da ultimo accordo sul budget 2014 raggiunto “bipartisan” a metà dicembre. Dal 2008 il Governo ha sempre sostenuto coloro che rimanevano disoccupati oltre le 26 settimane fino alla 99esima settimana. Questa manovra avrà sicuramente un certo impatto economico sulle classi più deboli.
La settimana dello shopping natalizio è stata particolarmente negativa con le vendite al dettaglio in calo del -3,1% ed un traffico nei negozi calato del -21%. Complessivamente l’incremento delle vendite nel periodo natalizio dal 1 novembre al 25 dicembre, pari a +2,4% è stato il più modesto dal 2009.
FRANCIA: Disoccupazione ai massimi storici a novembre con 3.293.000 persone senza lavoro e di nuovo in salita in due degli ultimi sei mesi. Il rendimento del titolo decennale continua a salire e supera il 2,5% (2,58%) partendo dal 2,18% di inizio mese.
ITALIA: Male l’andamento dell’asta dei titoli di stato nella seduta del 27 con il BOT a sei mesi che vede il rendimento salire da 0,53% al 0,83%, massimo da agosto, mentre il CTZ ritorna al livello di ottobre. Si tratta però di aste realizzate in un periodo di poca liquidità del mercato. E’ anche vero altresì che nell’ultima settimana lo spread dei titoli governativi italiani e spagnoli rispetto al bund tedesco ha ripreso ad allargarsi. Dopo aver sfiorato la soglia magica del 4% per il rendimento del titolo decennale, siamo ritornati in pochi giorni al 4,25%.
CINA: Il tasso di interesse ad una settimana scende al 5,09% dopo gli interventi della banca centrale volti a prevenire una crisi di liquidità del sistema finanziario. Il problema è comunque tutt’altro che risolto e si ripeterà quanto prima. Infatti è un fenomeno anomalo a dicembre quando i flussi di fine anno sui depositi dovrebbero compensare temporanee necessità di liquidità.

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