Saturday 21st October 2017,
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USA – LE CONTRADDIZIONI DELLA “CORPORATE AMERICA”

Pinguinoeconomico 12 ottobre 2017 Dietro le quinte Nessun commento
le contraddizioni della corporate USA

Le società americane quotate non hanno mai dimostrato uno stato di salute così invidiabile, a cominciare dall’ingente liquidità . Tuttavia, la moneta non è  tutto o solo oro che luccica.

L’ammontare di liquidità detenuto ha raggiunto nuovi record storici, sfiorando a metà anno i 2,3 trilioni di dollari, praticamente raddoppiato rispetto al 2001, con un incremento del 60% rispetto alla recessione del 2009.

Purtroppo,  la liquidità viene solo raramente utilizzata per investimenti produttivi e molto più frequentemente per acquisizioni, buybacks e dividendi, oppure viene tenuta all’estero per evitare la pesante tassazione prevista per il rientro dei capitali sul territorio americano.

Le contraddizioni dell'economia americana - 1

L’ingegneria finanziaria è divenuta, negli anni, la pratica principale delle aziende quotate, che hanno guardato più alle opinioni di Wall Street e dei loro analisti piuttosto che a finanziare il proprio “core” business.

Alcuni esempi recenti sono esplicativi di questo “modus operandi” e delle difficoltà che alcune aziende stanno incontrando in alcuni settori o rami di business.

E’ il caso di Hewlett Packard Enterprise, lo spinoff di HP nel ramo di consulenza informatica, software, hardware e cloud, la quale alla fine di settembre ha dichiarato esuberi per 5.000 unità, pari al 10% della forza lavoro distribuiti in tutte le filiali mondiali.

Nulla di strano e di male se non fosse che in tre trimestri la società ha speso quasi due miliardi di dollari per ricomprarsi proprie azioni, di cui 625 milioni solo negli ultimi tre mesi, malgrado il fatturato sia calato del 7% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, la società prevede una perdita di 180 milioni di dollari ed il debito è salito di 2,4 miliardi rispetto ai primi nove mesi del 2016.

Nel 2011, all’arrivo dell’attuale Ceo, la Whitman, la società aveva 350.000 dipendenti. Ora, dopo l’ennesima epurazione, la sola HPE sarà dimagrita a 47.000 unità, ai quali vanno aggiunti quelli rimasti nella divisione stampanti e PC.

Probabilmente non sarà l’ultima azione intrapresa dal management, che prevede una riduzione dei costi per 1,5 miliardi di dollari nel prossimo triennio e di cui questo piano di licenziamenti rappresenta solo una parte (dai 200 ai 300 milioni).

La situazione si sta deteriorando anche in altri settori dell’economia domestica, esposti all’egemonia di Amazon e del commercio on line (Toys “R” Us ) o nell’automotive, che risente di un periodo di espansione di oltre un lustro.

La società di retail del giocattolo ha recentemente portato i libri in tribunale e difficilmente riuscirà a ristrutturare il debito ed a proseguire l’attività con l’avvicinarsi del periodo natalizio.

In aggiunta, sia Ford che General Motors hanno annunciato la riduzione di turni di produzione temporanei (Ford) e definitivi (General Motors) per il calo significativo della domanda di veicoli, malgrado i forti incentivi economici erogati ma l’aumento degli inventari deve essere smaltit,o limitando la produzione di nuovi veicoli.

 

UNA PRASSI COMUNE

L’ingegneria finanziaria applicata dalla “corporate america” è ormai una moda consolidata. IBM è una dei pionieri di questa strategia suicida, che l’ha portata a riacquistarsi 800 milioni di azioni proprie, facendo decollare il debito a 39 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe compromettere la solidità finanziaria dell’azienda qualora lo scenario economico cambi o ci siano un crollo delle quotazioni del titolo od un aumento repentino dei tassi di interesse.

Anche Apple sta ormai emettendo bond in patria per pagare il dividendo, pur avendo oltre 160 milioni di cash all’estero.

Questo giochino prosegue da anni e consente di alimentare il rialzo infinito di Wall Street, incurante delle implicazioni morali, quali i licenziamenti che in molti casi potrebbero essere evitati o almeno limitati nel numero.

Le società finanziariamente più solide pagano dividendi e riacquistano azioni proprie con il proprio flusso di cassa, mentre la gran parte utilizzano prestiti bancari.

Anche il livello di debiti delle società americane è salito a nuovi massimi storici, oscurando la crescita sia della liquidità che dei profitti, anch’essi molto elevati, un livello che comincia a diventare preoccupante e che va monitorato qualora il “sentiment” dei mercati si modifichi.

 

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