Tuesday 27th October 2020,
Pinguinoeconomico

USA – NUOVI CONTAGI, RIPRESA E WALL STREET

Il forte rally della Borsa americana, dai minimi del 20 marzo, sembra entrato in una fase di pausa nelle due ultime settimane ad eccezione del Nasdaq, che è riuscito a mettere a segno il nuovo massimo storico rispetto a febbraio, superando la fatidica soglia dei 10.000 punti.

Il mercato azionario domestico ha mostrato, tuttavia, ancora tutta la sua vulnerabilità nella seduta dell’11 giugno, quando gli indici hanno perso quasi sei punti percentuali, gap che non è stato più recuperato se non solo dal listino tecnologico.

In attesa dell’inizio della nuova stagione di trimestrali, Wall Street cerca di consolidare i guadagni degli ultimi tre mesi, sapendo che il proseguo dell’anno sarà sicuramente migliore rispetto al primo semestre, dal punto di vista economico, mentre sarà sicuramente un percorso molto accidentato con diversi ”stop & go” per i listini domestici.

 

SEGNALI DI RIPRESA

Vendite al dettaglio e indici PMI del mese di maggio hanno evidenziato che il rimbalzo si sta materializzando.

Tuttavia, le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali appaiono ancora elevate in quanto si aggirano ancora intorno al milione e mezzo di unità, il doppio rispetto al massimo della crisi finanziaria e molte attività stanno riaprendo piuttosto lentamente.

 

LA RIPRESA DEI CONTAGI

Alcuni Stati con un’alta densità demografica registrano una nuova impennata dei contagi. Si tratta in particolare del Texas, Florida e California, tre dei motori dell’economia a stelle e strisce.

Tuttavia, il numero dei decessi in calo conferma che la violenza del virus sta diminuendo e che l’economia interna può convivere con l’aumento dei casi e gestire la riapertura.

Il mercato azionario si è comunque spaventato per questo imprevisto aumento, ma non sarà questo l’evento che provocherà una nuova correzione importante degli indici.

 

LA FED E LA LIQUIDITA’

In pochi hanno sottolineato come la Federal Reserve a parole continui a sostenere Wall Street e le quotazioni, assicurando anche gli acquisti di Etf di corporate bond e di high yield. In realtà, il disimpegno della Banca Centrale dal mercato azionario è evidente. La Fed è infatti passata da acquisti per 75 miliardi di dollari giornalieri nei giorni successivi al tonfo dei mercati fino ai circa $7mld attuali, suddivisi quasi equamente tra acquisti di titoli pubblici (Quantitative Easing) e di obbligazioni garantite da immobili (Mortgage back securities).

Con il deteriorarsi dell’economia reale, la Fed arriverà a prestare denaro direttamente ad aziende e privati, diminuendo il supporto a favore del settore finanziario non più così ben visto dall’opinione pubblica, che avversa la continua inflazione della bolla finanziaria.

 

IL FUTURO DI WALL STREET

La mancata chiusura del gap aperto con la forte discesa dell’11 di giugno non rappresenta un segnale tecnico favorevole.

Nella seduta di venerdì 26, lo S&P500 è tornato sui livelli della discesa delle due settimane precedenti, che rimane il baluardo appena al di sopra dei 3.000 punti.

La settimana entrante sarà piuttosto decisiva per il futuro prossimo del mercato per valutare la tenuta, il consolidamento e la prosecuzione del rally.

 

 

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