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Pinguinoeconomico

NEWSLETTER (19 – 25 GENNAIO 2015)

Pinguinoeconomico 25 gennaio 2015 Newsletter Nessun commento
SETTIMANA 02-09 2013

Tutti ai piedi della BCE.

news 19 - 25 gennaio 2015 - BCE

Rimando ad un recentissimo articolo, le mie considerazioni sulla manovra prevista ed annunciata da diversi mesi. Doveva essere inoltre di misura consistente per non deludere i mercati che erano pesantemente saliti su questa aspettativa. 60 miliardi mensili di acquisti di titoli pubblici che poco serviranno alla crescita economica, ma indeboliranno pericolosamente l’euro che potrebbe anche precipitare a causa anche dell’incerto risultato delle elezioni greche.

I mercati, tuttavia non sembrano preoccuparsi delle vicende, né politiche, né economiche, né tantomeno militari. Nel silenzio internazionale assoluto sono ripresi i combattimenti nell’est dell’Ucraina con un bilancio di 290 in una settimana, il più grave dalla sigla della tregua di Minsk del 5 settembre. Il numero dei caduti supera così le 5.000 persone.

MERCATI FINANZIARI: nuovo record storico per il listino azionario di Francoforte, ma salgono anche tutti gli altri listini, ad eccezione di Atene e Zurigo, ancora depressa dalla rivalutazione del franco svizzero. New York finisce in recupero la settimana con un balzo del +1,5% circa, non molto lontano dai massimi storici, malgrado trimestrali aziendali molto deludenti ed una raffica di licenziamenti nel settore petrolifero, bancario e tecnologico.

Non si ferma neanche la folle corsa dei titoli governativi che vanno a registrare nuovi minimi storici, ormai difficili da aggiornare. Il rendimento del titolo svizzero ad un anno scende al -1,05% ..!! Anche il bund si avvicina allo zero, registrando un incredibile 0,38%. Anche Spagna, Italia e Francia registrano i loro nuovi minimi storici.

news 19 - 25 gennaio 2015 - SWISS YIELD CURVE

Petrolio che riprende a scendere per la 15esima settimana nelle ultime 17. Continua altresì anche la corsa dell’oro che sfonda quota $1.300.

MERCATI EMERGENTI: sono le notizie politiche che si riflettono , questa settimana su economie già in forte affanno. In Argentina, c’è il caso del procuratore trovato morto poche ore prima di testimoniare contro la Presidente Kirchner per presunti legami con l’Iran. E’ evidente che non si tratta di suicidio.  Il Venezuela, invece, mostra lunghe code davanti ai supermercati ormai sprovvisti anche di generi alimentari. Si profila pertanto una grave crisi umanitaria e sociale nel Paese con le più grandi riserve al mondo di petrolio. Rimanendo in America Latina, tumulti sono esplosi in diverse città del Brasile per protestare contro l’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici.

NIGERIA: non si ferma la caduta della naira, che sfonda anche quota 200 verso il dollaro, a causa della debolezza del prezzo del petrolio del quale il Paese è uno dei principali produttori mondiali.

news 19 - 25 gennaio 2015 - NIGERIA NAIRA

LIBIA: Il governo riconosciuto a livello internazionale ha annunciato l’intenzione di chiudere molte ambasciate all’estero e di ridurne il personale, a causa della crisi di bilancio e della perdita degli introiti derivanti dal petrolio. “C’è bisogno di ridurre le spese e di affrontare il problema del deficit nel bilancio, risultato del calo dei prezzi del petrolio e della produzione ridotta”, si legge in un comunicato del governo presieduto dal premier Abdullah al-Thinni, in cui non viene specificato il numero delle ambasciate che verrà chiuso. La scorsa settimana la Banca centrale libica ha annunciato che nel 2014 il deficit è stato di 25,1 miliardi di dinari, pari a 16,1 miliardi di euro. La banca, che sta cercando di stare fuori dal conflitto fra i due governi rivali attivi in Libia e mantenere il controllo sulla distribuzione dei proventi delle vendite del greggio, ha proposto di tagliare il personale diplomatico, didattico e di altri uffici statali per contrastare quella che ha definito una crisi di bilancio sempre peggiore.

RUSSIA: riprendono a calare le riserve valutarie, già scese sotto quota $400 miliardi da inizio anno ed ormai ai livelli di inizio 2009.

news 19 - 25 gennaio 2015 - RUSSIA RESERVES

UCRAINA : in settimana, attacco dei ribeli a quello che rimane dell’aereoporto di Donesk, seconda città del Paese e capitale del Donbass che vuole l’autonomia della regione dall’Ucraina. Nel weekend, le milizie filo russe hanno attaccato anche Mariupol, città sul Mar Nero ed importante porto vicino alla Crimea, già annessa alla Russia.

EUROPA (Zona Euro): tutta l’attesa è stata per Draghi, cercando di dimenticare l’esito delle urne greche.

GERMANIA: I prezzi alla produzione sono calati in Germania nel 2014 del -1%. Si tratta della maggiore discesa dal 2009. I prezzi per l’energia sono scesi del -3,1%. Esclusa l’energia i prezzi alla produzione sono calati lo scorso anno in Germania di solo il -0,1%.

Balzo per la fiducia degli investitori tedeschi. L’indice Zew mostra a gennaio un incremento a 48,4 punti contro i 34,9 punti di dicembre. Il dato è oltre le attese degli analisti, che si aspettavano che l’indice si fermasse a quota 40 punti. A gennaio lo Zew ha mostrato il terzo aumento di fila, portandosi sui massimi dallo scorso febbraio. ll calo dei prezzi del greggio e il deprezzamento dell’euro hanno contribuito ad un ulteriore guadagno dell’indicatore.

ITALIA: FMI taglia le previsioni di crescita del Paese dal +0,8% al +0,4%.

Vendite al dettaglio: l’istituto statistico precisa che nella media del trimestre settembre-novembre, l’indice mostra una flessione dello 0,2% sui tre mesi precedenti. Tornando ai dati di novembre, l’indice del valore delle vendite di prodotti alimentari diminuisce su base annua del -2,2%, quello dei prodotti non alimentari segna un calo del -2,4%. Ancora rispetto a dodici mesi prima, le vendite segnano una flessione sia per le imprese della grande distribuzione (-1,0%) sia, in maniera più significativa, per quelle operanti su piccole superfici (-3,4%). Nei primi undici mesi del 2014, le vendite diminuiscono del -1,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti sia alimentari che non alimentari segnano una flessione del -1,3%.

Gli ordinativi totali dell’industria italiana registrano a novembre un calo mensile del -1,1%, sintesi di una flessione del -3,9% degli ordinativi interni e di un aumento del +2,9% di quelli esteri.

Il debito pubblico italiano e’ sceso al 131,8% del Pil nel terzo trimestre del 2014, registrando un calo di 2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, anche se su base annua il debito italiano e’ cresciuto del 4%. Lo certifica Eurostat, che conferma il debito italiano come il piu’ oneroso tra i paesi Ue, preceduto solo da quello greco (176% del Pil). In termini assoluti, Eurostat rileva che il debito italiano e’ sceso a 2134 miliardi di euro nel terzo trimestre 2014, riducendosi dunque di una trentina di miliardi rispetto ai 2168 miliardi di debito registrati nel secondo trimestre 2014. E tuttavia, nel terzo trimestre del 2013, il debito pubblico italiano si attestava a circa 2069 miliardi, 65 in meno rispetto all’anno successivo. A livello Ue, Eurostat segnala che lo stock di debito dei 28 paesi membri e’ sceso all’86,6% del Pil Ue, rispetto all’87% del secondo trimestre 2014. Nell’eurozona (esclusa la Lituania che nel 2014 ancora non ne era divenuta membro), il debito pubblico nel terzo trimestre 2014 si e’ attestato al 92,1% del Pil dell’eurozona, in calo dal precedente 92,7%. .

SPAGNA: prezzi immobiliari in calo del -41,2% rispetto al picco del 2007. In dicembre i prezzi sono calati del -3% sull’anno precedente.

PORTOGALLO: prezzi alla produzione in calo del -1.8% a dicembre sul mese e del -3.3% su anno.

GRECIA: Syriza, il partito della sinistra radicale che intende rinegoziare debito ed accordi con la Troika, in netto vantagio nei primi exit-polls. Potrebbe addirittura forse governare da solo!

I prezzi immobiliari registrano la più forte caduta nell’area UE, nel terzo trimestre 2014, con un calo del -7%, rispetto allo stesso trimestre 2013.

Il debito pubblico greco sale al 176,5% del Pil a fine 2014, rispetto al 171.5% nel 2013. Le entrate fiscali sono calate del -14,3% nel terzo trimestre a €20.49 miliardi. Il peso degli interessi sul debito, sul totale delle spese è salito al 7,9% nel terzo trimestre, rispetto al 7% dello stesso periodo 2013.

EUROPA (extra Euro)

DANIMARCA: anche la Banca Centrale danese sembra nel panico, dopo aver abbassato per ben due volte i tassi di riferimento ed averli portati negativi, prima al -0,2% e poi al -0,35%, nel giro di una settimana. E’ evidente che, malgrado le dchiarazioni formali, l’autorità monetaria rischia di fare la stessa fine di quella elevetica, solo due settimane fa e di essere obbligata a sganciare la corona dall’euro, facendola rivalutare.

SERBIA: il primo ministro ha fissato un tasso di cambio fisso del dinaro con il franco svizzero per agevolare coloro che hanno debiti nella valuta elvetica.

NORD AMERICA

CANADA: a sorpresa, la Banca Centrale abbassa il taso di sconto dall’1% allo 0,75%. L’economia del Paese risente molto del crollo dei prezzi delle materie prime e sconta anche una delle più devastanti bolle immobiliari, ancora non scoppiata.

USA: La fiducia dei costrutori edili è scesa leggermente negli USA. Lo ha comunicato l’associazione settoriale con l’indice che è calato a gennaio, rispetto a dicembre, da 58 a 57 punti. Gli economisti avevano atteso un indice stabile a 58 punti.

Anche l’economia a stelle striscie si sta inabissando verso la deflazione da quando la Fed ha ridotto e poi conccluso il QE3, ma anche a causa della forza del dollaro e del crollo del prezzo del petrolio, materia prima di cui il Paese è anche un forte consumatore, oltre che produttore.

 news 19 - 25 gennaio 2015 - US DEFLATION

TRIMESTRALI USA: I ricavi di IBM sono calati nel quarto trimestre del 2014 del -12% a $24,11 miliardi. Si è trattato dell’undicesimo calo trimestrale di fila. Gli analisti avevano previsto $24,77 miliardi. La società ha reagito troppo lentamente alla rapida diffusione di nuove tecnologie come il cloud computing. Le misure prese finora non sono ancora sufficienti per compensare il rallentamento della domanda per i tradizionali prodotti di hardware e software.

Ebay licenzierà 2.400 persone, mentre American Express 4.000. Prosegue inoltre il taglio nelle società di trivellazioni petrolifere che hanno già annunciato 20.000 licenziamenti complessivi.

ASIA

SUD COREA: Pil cresce del +0,4% nel quarto trimestre (+0,9% nel terzo) e +2,7% sull’anno precedente (+3,2% nel precedente).

GIAPPONE: la produzione industriale a novembre cala del -0,5% sul mese e del -3,7% sull’anno. A dicembre, invece, la fiducia dei consumatori, sale per la prima volta in cinque mesi, fermandosi però solo a 38,8, ben al di soto della soglia di espansione a 50 punti.

CINA: inflazione in forte crollo nel Paese. Di seguito il grafico del Pil negli ultimi 35 ANNI. La crescita del 2014 al +7,3% è la più contenuta dal 1990.

news 19 - 25 gennaio 2015 - CHINA GDP

MATERIE PRIME: ancora in auge l’oro che registra la terza settimana di crescita consecutiva (+12%), miglior striscia dall’agosto 2011. Ancora meglio l’argento con un +19% nello stesso periodo.

Petrolio che crolla a $45,5. Il cedimento di questo livello porterebbe il greggio a $40. Il rame registra, invece, la peggior settimana dallo scorso novembre ed è in discesa in cinque delle ultime sei, tornando ai prezzi del luglio 2009.

BANCHE:  di seguito gli assets delle principali Banche Centrali gonfiati dai vari QE.

news 19 - 25 gennaio 2015 - CB ASSETS SU GDP

VALUTE:  EURUSD crolla fino a 1,11, ai minimi da 11 anni, dopo l’annuncio del QE: In difficoltà anche verso la sterlina e tutte le divise in generale, l’euro torna sotto la parità contro il franco svizzero.

Del dollaro canadese abbiamo, invece, già parlato e del suo inaspettato tonfo (-3,5% in pochi minuti sul dollaro USA), a seguito dell’imprevisto taglio dei tassi di interesse.

SINTESI:  l’unico obiettivo è quello di salvare i mercati, costi quel che costi. Anche Draghi e la BCE si sono chinati alla politica delle altre banche centrali.  Credono purtroppo che non ci sia più nulla da perdere, ma solo tutto da guadagnare e persistono in questa politica dissennata di tassi bassi e di stimolo monetario. Dobbiamo rassegnarci, questo è lo scenario che ci propongono, ma consapevoli che siamo già ad un punto di non ritorno.

Tutti positivi ed entusiasti della nuova manovra della BCE, ma la Grecia, l’Ucraina ed il crollo dell’euro sono scogli difficili da superare. Il QE inizierà infatti solo il 15 marzo ed anche i mercati potrebbero adeguarsi….

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