Tuesday 12th December 2017,
Pinguinoeconomico

SPAGNA – IL DEBITO PUBBLICO CONTINUA A CRESCERE

Il debito pubblico spagnolo continua a volare in una crescita che sembra senza fine, malgrado i benefici per il calo degli spreads e del conseguente costo del finanziamento del debito.

Il debito aumenta di 18 miliardi nel solo mese di gennaio e sale al 95% del Pil. Stesso problema anche in Italia dove il delta mensile cresce di quasi 21 miliardi, portando il totale ad un mirabolante 2.089 miliardi.

Per quanto riguarda la Spagna si tratta del maggior incremento mensile dal maggio scorso e chiude il mese con un passivo di 979,316 miliardi.

DEBITO PUBBLICO SPAGNOLO

Il debito pubblico iberico è cresciuto al ritmo di €602 milioni al giorno nel passato gennaio, portando il debito per ogni spagnolo a €21.011, circa 500 euro in aggiunta rispetto a fine anno.

L’eccessivo indebitamento delle amministrazioni locali è uno dei maggiori problemi che la Spagna non è ancora riuscita ad affrontare. Proseguendo a questo ritmo il debito pubblico sfonderà il 100% del Pil già a fine anno, in presenza di un contesto a bassa crescita economica. Con l’imprevisto incremento di gennaio, il debito raggiunge il 95,7% del Prodotto interno lordo, rispetto al 94% di fine anno.

Ho già rimarcato in precedenti articoli quello che il grafico evidenzia: l’impressionante crescita del debito negli ultimi sei anni. Nel 2007, il debito si attestava a 382 miliardi. Alla data di insediamento del governo Rajoy, nel gennaio 2012, era già quasi raddoppiato a 737 miliardi. Il debito cresce ad un ritmo preoccupante, sia per la necessità di finanziare l’elevato deficit, ma anche per il piano di salvataggio bancario e per quello di sostegno alle singole regioni che lo hanno richiesto. Anche nel 2013 il deficit  dovrebbe attestarsi al 7,2% del Pil, lontanissimo dal parametro del 3%, ma anche dalle previsioni periodicamente riviste e disattese, malgrado la pesante austerità introdotta. Nello specifico per il 2013, l’obiettivo stabilito con la UE era inizialmente del 5,5%, successivamente elevato fino al 6,5%. Nel 2010 il deficit superava l’11% e la sua riduzione dopo oltre tre anni è ancora lontana non solo dal miraggio del pareggio di bilancio, ma anche dal suo contenimento sotto la soglia del 3%. La elevata disoccupazione (26%) ha infatti eroso le entrate fiscali e reso meno efficace l’aggiustamento del bilancio pubblico.

Le previsioni sulla crescita del debito non sono entusiasmanti: 99,7% del Pil a fine 2014 e 104,3% nel 2015, rilasciate dal governo e condivise anche dalla Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale con solo qualche decimo di differenza.

L’ottimismo dei mercati ha ridotto gli interessi che gli investitori esigono per acquistare il debito pubblico del Paese con i rendimenti al livello più bassi dall’adozione dell’euro. Sappiamo però che questo entusiasmo speculativo non è destinato a durare a lungo. Tuttavia, malgrado questo insperato miglioramento, l’aumento progressivo dello stock del debito fa lievitare la fattura per interessi che quest’ anno è stata calcolata in 36,6 miliardi di euro, un 10% in crescita rispetto all’anno passato. Nel 2014 il Tesoro spagnolo emetterà 242 miliardi, 65 dei quali sono nuovo indebitamento mentre i restanti serviranno per coprire le scadenze. Il nuovo debito include anche 23 miliardi per finanziare il fondo di riscatto delle regioni.

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