Friday 19th April 2019,
Pinguinoeconomico

TRIMESTRALI USA – LE PROSPETTIVE PER I MERCATI AZIONARI

PREMESSA

  • Ci sono diversi timori sui risultati delle società quotate relativi al primo trimestre 2019
  • I risultati potrebbero essere alquanto deludenti rispetto all’anno precedente, che beneficiava del maxi stimolo fiscale approvato da Trump alla fine del 2017.
  • Tuttavia, l’andamento del mercato azionario è stato più influenzato negli ultimi 10 anni dall’atteggiamento ultra espansivo della Fed che dai fondamentali aziendali

La stagione delle trimestrali americane del primo trimestre entrerà nel vivo venerdì 12 aprile con i report delle prime grandi banche.

L’obiettivo non dichiarato della Banca Centrale statunitense negli ultimi dieci anni è stato quello di  creare un “effetto benessere”, attraverso la crescita del mercato azionario, che potesse stimolare i consumi e la ripresa dalla Grande Recessione.

Proprio recentemente, alle prime avvisaglie di un indebolimento del mercato alla fine dello scorso anno, la Fed è intervenuta a sostegno di Wall Street affermando che avrebbe terminato la politica di rialzo dei tassi di interesse e concluso anticipatamente il processo di “neutralizzazione” del suo attivo patrimoniale già dal prossimo settembre.

Grazie a tale affermazione, Powell non solo ha stabilizzato le quotazioni che si stavano pericolosamente avvitando in territorio di Bear Market – vale a dire in ribasso del 20% dai massimi – ma ha scatenato un poderoso rally, riportando gli indici a ridosso dei massimi storici di settembre, malgrado il ritmo della crescita economica anche statunitense si stia affievolendo.

In definitiva, la Banca Centrale ha aperto ancora una volta il suo paracadute sul mercato azionario, lasciandolo libero di salire, indipendentemente dalle influenze sia macro (economia) che micro (aziende) economiche.

La conseguenza di questo approccio protettivo si è realizzato nella miglior performance trimestrale per lo S&P500 dal 1998 e tutto lascia pensare che Wall Street possa raggiungere, anche in tempi brevissimi, nuovi traguardi.

 

LE PREVISIONI

Le aspettative di molti analisti sull’esito di questa trimestrale non sono incoraggianti. Le previsioni medie prevedono una contrazione dei profitti del 4,2% sull’anno precedente, seguita da una stagnazione nel secondo trimestre che potrebbe portare alla prima “earning recession” (due trimestri consecutivi di decrescita) dal 2016.

Ormai smorzata l’influenza positiva della riforma fiscale, i profitti dovrebbero crescere del 3,7% nel corso del corrente anno, rispetto al mirabolante +20% del 2018.

In generale, il mercato americano sembra sopravvalutato dal punto di vista dei fondamentali, proprio alla luce della stagnazione dei profitti aziendali.

In aggiunta, Brexit, guerra commerciale e rallentamento economico mondiale potrebbero influenzare negativamente l’andamento di Wall Street, come è avvenuto nell’ultimo bimestre del 2018.

Tuttavia, in definitiva, il paracadute della Fed sembra ancora più rilevante e l’unico elemento considerato e temuto dal mercato.

Un altro cambiamento di direzione verso una politica più restrittiva è, al momento, altamente improbabile, anche in virtù delle notevoli pressioni da parte della Casa Bianca, interessata a mantenere i tassi di interesse molto contenuti ed il mercato azionario ai massimi livelli, anche per non danneggiare la ricandidatura di Trump.

Su queste basi, solo una stagione di trimestrali assai deludente potrebbe fare deragliare il treno del mercato, lanciato a superare i 3.000 punti dello S&P500.

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